Fotografare le volpi richiede soprattutto pazienza. All’alba il bosco è ancora addormentato, tu sei l’unico a muoverti tra i sentieri, e il silenzio è quasi assoluto. Poi, senza preavviso, un’ombra rossastra attraversa la radura o il sentiero: si ferma un istante, ti guarda, e sparisce di nuovo tra i cespugli. Bastano pochi secondi per giocarsi lo scatto.
In questa guida trovi tutto quello che serve per capire come fotografare la volpe rossa e aumentare le probabilità di un incontro: gli orari e le stagioni migliori per fotografarla, dove cercarla sul territorio italiano, quale attrezzatura portare in appostamento e come avvicinarti senza disturbarla.
Sei di fretta? Leggi la versione breve dell’articolo qui sotto.

Quando fotografare le volpi: orari e stagioni
La volpe è prevalentemente crepuscolare e notturna, ma è anche uno degli animali selvatici più opportunisti che esistano: dove trova cibo con facilità, o dove è meno disturbata dall’uomo, tende ad allungare la sua attività anche alle ore diurne (soprattutto nelle stagioni fredde). Per esperienza diretta, le finestre più produttive restano comunque le due ore dopo l’alba e le due prima del tramonto.
Le stagioni migliori:
| Stagione | Cosa aspettarsi |
|---|---|
| Fine inverno (dicembre-gennaio-febbraio) | Periodo degli amori, maschi più mobili e vocali anche di giorno |
| Primavera (marzo-aprile) | Gestazione e primi giorni dei cuccioli in tana |
| Tarda primavera-estate (maggio-luglio) | Cuccioli che iniziano a esplorare vicino alla tana con la madre |
| Autunno (settembre-novembre) | Giovani indipendenti, più mobili ed esplorativi, foliage come sfondo |
Per chi si avvicina per la prima volta a questo soggetto, l’autunno è probabilmente il momento più indicato per fotografare le volpi: i cuccioli dell’anno si sono già affrancati dalla tana, si muovono con più curiosità e la luce calda della stagione regala sfondi particolarmente scenografici.
Incontro fotografico con la volpe rossa in inverno: resoconto di un’uscita fotografica
Qualche anno fa mi trovavo in montagna vicino a casa. Erano circa le 17.00 di un freddo febbraio e stavo rientrando dopo aver passato la giornata a immortalare camosci e stambecchi in alta quota. Ad un certo punto, dopo aver lasciato il sentiero, in un vallone vicino alla strada è comparsa una volpe che cacciava nella neve. Eravamo relativamente distanti, ma la volpe non era per nulla infastidita, nonostante potesse aver percepito la nostra presenza, e questo ci ha dato la possibilità di fare alcuni scatti. Scena interessante, perché ci ha permesso di vedere come l’animale si muove nella neve e come salta per cacciare. Essendo ormai quasi buio, abbiamo dovuto chiedere uno sforzo al nostro corpo macchina, alzando di molto gli ISO rispetto agli standard, per immortalare i movimenti veloci della volpe, ma siamo riusciti a portare a casa scatti di alta qualità.

Dove cercare la volpe in natura
La volpe è tra gli animali più adattabili d’Europa: la trovi in montagna fino a oltre 2.000 metri, in collina, in pianura e persino ai margini delle città. Alcuni ambienti offrono però probabilità di avvistamento più alte per chi cerca uno scatto naturalistico e non un incontro casuale:
- Margini di bosco e radure, soprattutto vicino a zone coltivate dove è più facile trovare prede come arvicole e piccoli roditori.
- Aree agricole di collina, con siepi e filari che offrono rifugio e allo stesso tempo punti di osservazione rialzati.
- Zone rocciose o terrapieni, spesso scelti per scavare le tane, riconoscibili da ingressi multipli e terra smossa.
- Sentieri e tratturi poco battuti all’alba, dove la volpe si muove per marcare il territorio.
Consiglio pratico: prima di uscire con l’attrezzatura, dedica una o due sessioni solo all’osservazione con il binocolo, magari nello stesso orario in giorni diversi. Individuare un percorso di caccia ricorrente ti permetterà di scegliere una posizione di appostamento realmente efficace invece di affidarti alla fortuna.
La volpe nella radura vicino al bosco: racconto personale
In un pomeriggio di aprile, verso le 15.30, mi stavo avvicinando insieme al mio compagno al punto di appostamento dove nei giorni precedenti avevo avvistato dei caprioli. Prima ancora di arrivare, abbiamo notato due volpi nel prato: giocavano tra loro e si pulivano il pelo a vicenda. Non potevo né avanzare né arretrare, solo gli alberi mi separavano da loro. Il vento era favorevole, soffiava in direzione opposta.
Mi sono seduta, coperta dai teli mimetici, e per circa 20 minuti ho scattato, aspettando di tanto in tanto che si spostassero in uno spazio libero tra le fronde. Ho atteso finché non si sono alzate di loro iniziativa e non sono sparite nel bosco. È stata una delle prime volte in cui ho osservato un’interazione tra due esemplari adulti, in un orario inaspettato. Affascinante.

Come avvicinarsi senza disturbare: approccio etico
DISCLAIMER: la fotografia naturalistica si fonda sul rispetto dell’animale e del suo ambiente. Se non hai ancora maturato esperienza sul campo, evita di improvvisare: affidati a guide naturalistiche o fotografi esperti nelle prime uscite, soprattutto nei periodi più delicati come la riproduzione.
Con la volpe, più che con altri ungulati, il rischio principale non è tanto lo spavento momentaneo quanto l’abitudine: un animale che associa la presenza umana al cibo perde progressivamente la sua naturale diffidenza, con conseguenze negative sia per lui che per chi lo incontrerà in futuro. Alcune regole che applichiamo sempre:
- Non avvicinarti mai a una tana per fotografare la volpe, specialmente in presenza di cuccioli: la madre può percepire la minaccia e spostare la cucciolata, con un dispendio energetico che mette a rischio la sopravvivenza dei piccoli.
- Non usare mai il cibo per attirarla. È una pratica purtroppo diffusa tra chi cerca lo scatto a tutti i costi, ma altera il comportamento naturale dell’animale e può renderlo pericolosamente confidente con l’uomo. Purtroppo ancora oggi ci sono fotografi naturalistici che adottano pratiche di questo tipo.
- Lavora sempre sottovento, l’olfatto della volpe è molto più sensibile della vista: se il vento porta il tuo odore verso di lei, difficilmente la vedrai avvicinarsi.
- Resta immobile e silenzioso una volta raggiunta la posizione di appostamento: i movimenti bruschi, più del rumore, sono ciò che tradisce la tua presenza.
- Rispetta sempre la distanza minima di sicurezza e allontanati se noti segnali di stress nell’animale (postura bassa, sguardo fisso e prolungato, allontanamento ripetuto).
La maggior parte delle foto che ho scattato alle volpi sono ambientate, non ritratti. Il primo piano ravvicinato che spesso vedi sui social è più raro di quanto sembri: nella mia esperienza capita quasi sempre in zone precise, dove vivono volpi ormai purtroppo abituate alla presenza dell’uomo e spesso perché nutrite, anche involontariamente, da chi frequenta quei luoghi. Con un animale che mantiene la sua naturale diffidenza, è molto più realistico portare a casa un’immagine ambientata, che racconta il contesto, piuttosto che un ritratto ravvicinato.
Tecniche di appostamento e attrezzatura consigliata
Nel mio percorso fotografico ho capito che la volpe è un animale che ama prenderti di sorpresa. Molto spesso la si incontra quando si è in appostamento per altre specie, o durante uscite dedicate a tutt’altro: a me, almeno, è quasi sempre capitato così.
Attrezzatura essenziale
| Attrezzatura | A cosa serve |
|---|---|
| Teleobiettivo 400-600mm (fisso o zoom) | Mantiene un buon dettaglio del soggetto e ti permette di stare a distanza |
| Treppiede o monopiede robusto | Stabilità nelle lunghe attese, soprattutto all’alba con poca luce |
| Abbigliamento tecnico e mimetico | Silenzioso, traspirante e adatto alle basse temperature dell’alba |
| Bean bag | Utile per la fotografia dall’auto, ammortizza vibrazioni e rumore |
| Binocolo | Per l’osservazione preliminare senza avvicinarsi |
| Batterie di scorta | Le uscite all’alba in inverno consumano rapidamente l’autonomia |
| Monocolo termico | Ti permette di individuare gli animali all’alba. Il visore termico è uno strumento molto divertente se vuoi studiare i comportamenti di notte. |
Racconto personale: l’incontro casuale con dei cuccioli di volpe
L’unica volta in cui mi sono imbattuta direttamente in una tana è stato del tutto casuale. Utilizzando il binocolo ho intravisto dei movimenti a lunghissima distanza rispetto alla mia posizione. In quel momento ho scelto la strada più etica: mi sono appostata subito a grandissima distanza per non arrecare alcun disturbo e, dopo quella prima sessione, ho deciso di non tornare più per garantire la totale tranquillità dei cuccioli e della madre, nonostante gli scatti non avessero chissà quale qualità. La fotografia naturalistica, d’altronde, si basa proprio su questo equilibrio tra la pazienza dell’attesa e il sapere quando fare un passo indietro.

Approfondisci quale obiettivo scegliere per fotografare gli animali selvatici
Impostazioni tecniche per fotografare le volpi
La volpe si muove spesso in modo repentino, quindi vale la pena impostare la macchina già pronta per l’azione anche durante le fasi di attesa:
- Modalità priorità di diapositive o manuale, con tempo di scatto minimo di 1/1000s se prevedi movimento (scatto, caccia, gioco tra cuccioli), altrimenti a partire 1/500/800s è sufficiente per un soggetto fermo.
- AF continuo (AI Servo/AF-C) con tracking attivo, utile perché la volpe cambia direzione rapidamente e senza preavviso.
- Apertura ampia (f/4-f/5.6) per isolare il soggetto dallo sfondo, molto utile nei contesti di margine bosco con vegetazione disordinata alle spalle.
- ISO adattivo, anche alto (fino a 3200-6400) nelle ore di luce più bassa: meglio un’immagine con più rumore ma nitida che uno scatto mosso.
- Scatto a raffica per aumentare le probabilità di cogliere l’attimo esatto dello sguardo verso l’obiettivo.
Conclusione
Fotografare le volpi è un esercizio di pazienza prima ancora che di tecnica: ti insegna a osservare un territorio, a riconoscere i segnali di un animale intelligente e diffidente, e a mettere il suo benessere sempre davanti allo scatto perfetto. Non tutte le uscite andranno bene capiterà di tornare a casa senza un solo fotogramma utile, ed è normale, fa parte del percorso. Ma quando la luce dell’alba illumina quel mantello rosso fuoco per pochi secondi, capirai perché vale la pena tornarci ancora.
Hai già fotografato le volpi vicino a casa tua? Raccontaci nei commenti dove e come è andata la tua esperienza: ogni territorio ha le sue peculiarità, e il confronto tra fotografi è sempre il modo migliore per crescere.
Domande frequenti
La tarda estate e l’autunno offrono generalmente le condizioni migliori, perché i cuccioli dell’anno sono più indipendenti ed esplorativi e la luce calda della stagione valorizza il soggetto. Il periodo degli amori, tra dicembre e febbraio, è interessante ma richiede più cautela per non disturbare la coppia.
Per l’uomo il rischio diretto è minimo, perché la volpe evita l’incontro ravvicinato. Il vero pericolo è per l’animale: un avvicinamento eccessivo, soprattutto vicino a una tana, può causare stress e abbandono del sito da parte della madre.
Sono presenti in tutte le regioni italiane a esclusione di alcune isole minori, dalla pianura fino a oltre 2.000 metri sulle Alpi. Margini di bosco, aree agricole con siepi e zone rocciose sono gli ambienti dove le probabilità di avvistamento sono più alte.
Sì ed è soggetto a legislazione in Italia. Nutrire una volpe selvatica per ottenere uno scatto ravvicinato ne altera il comportamento naturale e la rende pericolosamente confidente con l’uomo, con rischi concreti per la sua sopravvivenza.
La volpe: scheda introduttiva
Caratteristiche morfologiche
- Peso medio: 5-10 kg, con lieve dimorfismo sessuale (i maschi generalmente più grandi)
- Mantello dal rosso-arancio intenso al bruno, ventre più chiaro, coda folta con punta bianca
- Muso allungato, orecchie appuntite, pupille verticali come i felini
Habitat
- Presente in tutta Italia a esclusione delle isole minori, dalla pianura fino a oltre 2.000 metri sulle Alpi
- Scava tane in terrapieni, sotto massi o radici, spesso con più ingressi
- Territorio che può variare da 12 a 50 km² a seconda della disponibilità di cibo
Tracce di presenza
- Odore caratteristico, percepibile nei pressi delle tane
- Impronte allungate, più strette di quelle del cane domestico, con andatura quasi in linea retta
- Escrementi spesso depositati in punti visibili (sassi, tronchi) come marcatura territoriale. Fatte piccole e allungate con presenza di semi o piccole ossa.
Riconoscimento impronte animali: guida alle tracce per fotografi

