Tra gli animali selvatici che più mi affascinano e che amo fotografare, ci sono senza dubbio i caprioli. Eleganti e fotogenici, questi splendidi ungulati sono in grado di regalare sempre emozioni uniche a chi ha la pazienza di osservarli nel loro ambiente naturale.
In questo articolo ti voglio condividere l’esperienza diretta sul campo vissuta con il mio compagno e raccontarti le principali tecniche che personalmente abbiamo utilizzato per fotografarli.
Sei di fretta? Leggi la versione breve dell’articolo.
1. Orari e stagione: i caprioli sono animali crepuscolari è più facile incontrarli all’alba o al tramonto. Ogni stagione offre spunti fotografici differenti con i soggetti che, a seconda del periodo, cambiano il colore del mantello e per i maschi la presenza e la tipologia del palco (velluto o senza velluto)
2. Conosci il territorio: studia la zona prima di uscire: osserva le tracce, i passaggi abituali e i punti di alimentazione. Informarti con chi vive o lavora nella zona può fare la differenza.
3. Sii paziente e costante: la fotografia naturalistica richiede tempo. Anche quando non si scatta, si impara. La costanza è spesso la chiave per ottenere i migliori risultati.
4. Rispetta gli orari degli animali: i momenti ideali sono l’alba e il tramonto. In queste fasce orarie i caprioli sono più attivi e meno disturbati.
5. Mimetizzati: utilizza abbigliamento e coperture mimetiche per non essere individuato. Anche l’auto, se ben utilizzata, può essere un ottimo nascondiglio ma attento alla sicurezza tua e di chi ti circonda.
6. Non inseguire mai gli animali: se un animale scappa, lascia perdere. La tranquillità e il rispetto per la fauna vengono prima di qualsiasi fotografia.
7. Attrezzatura consigliata: un teleobiettivo da almeno 300mm, cavalletto solido (o bean bag per l’auto), abbigliamento comodo e caldo (in appostamento al mattino o alla sera anche d’estate può far molto freddo), binocolo per osservare da lontano soprattutto se in caccia fotografica vagante.
8. Sfrutta la luce naturale: le luci calde dell’alba e del tramonto esaltano i colori del manto e dell’ambiente, regalando scatti più armoniosi e realistici.
Video sui caprioli in natura
Quando e dove osservare i caprioli?
Il capriolo è un animale principalmente crepuscolare, quindi i momenti migliori per l’osservazione e la fotografia sono l’alba e il tramonto poiché in queste ore può uscire dal bosco per nutrirsi.
In passato nei primi mesi primaverili ci è capitato spesso, con meteo variabile o durante le giornate di pioggia, di avvistarlo in qualsiasi ora del giorno anche in zone con discreta urbanizzazione. La fine dell’inverno e l’inizio della primavera per esperienza puramente personale la riteniamo una buona stagione per dedicare le uscite a osservare con il binocolo o a fotografare i caprioli.

Come organizzare l’uscita per fotografare i caprioli
Potrà sembrare scontato, ma se si desidera fotografare i caprioli è importante pianificare con cura la propria uscita e organizzarsi al meglio. Di seguito ti riporto alcuni consigli frutto della nostra esperienza sul campo e che hanno funzionato (per noi) nelle nostre uscite fotografiche.
DISCLAIMER: La fotografia naturalistica si fonda sul rispetto degli animali e dell’ambiente. Se non hai maturato sufficiente esperienza, evita di improvvisare: affidati a guide ambientali o fotografi esperti ed etici durante i tuoi primi incontri in determinate zone. Approfondisci le tue conoscenze attraverso libri e documentari per conoscere a fondo i soggetti che intendi fotografare. Rispetta le regole della location, informati sui regolamenti specifici dei Parchi Nazionali, delle oasi e delle proprietà private. Comportati con prudenza: avvisa a casa dei tuoi spostamenti, resta sui sentieri, non inseguire gli animali, non foraggiarli, evita rumori e mantieni sempre una distanza di sicurezza (anche in appostamento), agisci con discrezione sia nei confronti degli altri visitatori che della fauna selvatica. Non pubblicare sui Social le fotografie se non a distanza di tempo anche per le specie non a rischio. Il delicato equilibrio con la natura va preservato: questi consigli sono pensati per sensibilizzare chi si avvicina a questo mondo, affinché ogni esperienza in natura sia vissuta in modo consapevole e responsabile.
Studiare il territorio e la location fotografica
Prima di uscire, informati sulla zona che vuoi raggiungere. La pianificazione è importantissima. Prima di effettuare un appostamento verifichiamo sempre l’effettiva presenza di caprioli nella zona già nei giorni precedenti e studiamo segni di passaggio quali impronte e raspate. In alcuni terreni può essere utile individuare la presenza di sentieri o solchi caratterizzati dal continuo passaggio di animali.
Questo non basta però. Se l’obiettivo è la fotografia è importante tenere conto anche della conformazione ambientale circostante, valutare le condizioni di luce (se meglio alba o tramonto a seconda di come si muove il sole) ed eventuali sfondi interessanti.
Noi siamo amanti della fotografia ambientata che preferiamo rispetto ai ritratti in primo piano degli animali, di conseguenza poniamo attenzione anche a questo aspetto.
Orari migliori
Come anticipato nei paragrafi precedenti, solitamente i momenti ideali sono all’alba e al tramonto, quando i caprioli sono più attivi e la luce è morbida e dorata. Ci è capitato spesso però di fotografarli durante il giorno, sotto la pioggia o in orari insoliti, senza che loro si accorgessero della nostra presenza. Solitamente però durante le ore diurne, specialmente con temperature elevate, tendono a ripararsi nei boschi.
Le stagioni
Il periodo in cui preferiamo scattare ai caprioli è l’inizio della primavera e all’inizio dell’autunno. Nel primo caso tra febbraio ed aprile i maschi possono essere fotografati con il velluto completo o in fase di distacco. Nel periodo estivo fino ad ottobre invece caprioli hanno il palco osseo e completamente formato.
Oltre alle due specifiche condizioni fisiche dell’animale tipiche di questi due periodi dell’anno, anche il contesto ambientale è secondo noi il più favorevole e fotograficamente di impatto. Durante la primavera infatti si ha l’opportunità di incrociare i caprioli tra i prati fioriti che offrono cromaticamente un contrasto e un contesto interessante. In autunno invece i colori del foliage la fanno da padrone.

Abbigliamento
Per fotografare i caprioli suggeriamo di utilizzare un abbigliamento mimetico e colori neutri. Le varie tonalità di verde scuro o grigio, aiutano a seconda della stagione, a mimetizzarsi con l’ambiente circostante. Avere pantaloni e giacche di questo colore consente soprattutto negli spostamenti di avvicinamento (verso sera) o allontanamento (verso il mattino) di non interferire o persino non farsi notare da esemplari incontrati per sbaglio durante il percorso. Colori eccentrici o nello specifico il blu sono da evitare perché visibili da lunghe distanze.
In aggiunta è importante cercare di coprire viso e mani. In fase di avvicinamento può essere utile mantenere uno scaldacollo mimetico e un cappellino di colore neutro per evitare di esporre il viso e dei guanti.
E’ possibile anche utilizzare indumenti totalmente mimetici come giacche e pantaloni ma che personalmente non amiamo.
Equipaggiamento
Ovviamente suggeriamo di portare con sé tutta l’attrezzatura fotografica necessaria:
- Fotocamera principale e secondaria se non pesa nello zaino
- Obiettivo almeno 300mm su APSC o 400 mm su Full Frame
- Zaino da trekking o fotografico anche questo di colore verde, mimetico o neutro
- Treppiede leggero o pesante con testa a sfera o video a seconda del percorso e del tempo necessario per raggiungere la location
- Poncho o tuta mimetica ghillie 3d fondamentale nell’appostamento per essere invisibili agli occhi degli animali
- Sgabello da campeggio molto utile negli appostamenti lunghi; oppure tappetino di 2-3 cm di spessore per isolarci dal terreno umido
Appostamento fotografico per i caprioli
L’appostamento è una tecnica che richiede preparazione, silenzio e… tanta attesa.
In alcune zone protette non sempre è consentito appostarsi: informati prima, chiedi all’eventuale ente gestore e rispetta le regole.
Prima di tutto, bisogna conoscere bene il territorio e individuare con anticipo le zone più promettenti, dove i caprioli escono per nutrirsi all’alba o al tramonto. Per ottenere buoni risultati, arriviamo sempre almeno un’ora prima dell’alba (o due/tre ore prima del tramonto). In questo modo, possiamo prepararci senza essere notati dagli animali, sfruttando il buio per prendere posizione. In fase di avvicinamento ci muoviamo piano, attenti a non calpestare foglie o muovere i sassi e nel limite del possibile teniamo sottocontrollo la direzione del vento che può far sentire il nostro odore agli animali.
Utilizziamo tute mimetiche (poncho o ghillie) e passamontagna, già indossati e posizioniamo i teli mimetici sopra di noi e sopra l’attrezzatura (incluso il cavalletto). L’obiettivo è essere percepiti dagli animali come parte del paesaggio, come un cespuglio tra tanti. Meglio posizionarsi in zone che non creino un distacco con l’ambiente circostante e che rendano le spalle coperte (rocce, muri, pietre o cespugli). Abbiamo notato che gli animali come i caprioli o cervi sono abitudinari e individuano subito elementi discordanti nel paesaggio che prima non c’erano. In questo modo si riduce l’impatto e non si disturbano gli animali.
Una volta posizionati, ci muoviamo il meno possibile, restando completamente in silenzio. A quel punto, non resta che aspettare e sperare che i caprioli si facciano vedere. È una tecnica che richiede pazienza, ma regala scatti molto naturali e intensi.
Pro dell’appostamento:
- Se si conosce il territorio è possibile prevedere in anticipo le zone in cui è più probabile avvistare gli ungulati, ad esempio quando escono dal bosco. Questo permette di stabilire fin da subito la giusta distanza di osservazione e lo zoom più adatto da utilizzare. (Mantenere la giusta distanza è fondamentale per non disturbare gli animali e per una questione di sicurezza, anche se in alcuni casi, soprattutto se ben mimetizzati, potrebbe capitare che questi ultimi si avvicinino all’appostamento).
- Maggiore controllo sulla composizione
- Esperienza più immersiva nel contatto con la natura. Per noi è relax assoluto
Contro:
- Rischio di non vedere nulla dopo lunghe attese: fa parte del gioco e bisogna essere sempre soddisfatti
- Necessario conoscere bene il territorio per aumentare la possibilità di successo
- Richiede molto tempo e pianificazione
- Richiede dell’esperienza pregressa per evitare di interferire con gli animali




Caccia Fotografica itinerante
Poiché i caprioli tendono a muoversi frequentemente nei pressi di sentieri, strade poderali, aree coltivate o nei vicinanze di piccoli centri abitati, soprattutto quando sono più abituati alla presenza dell’uomo, può capitare di avvistarli e fotografarli anche semplicemente spostandosi a piedi o, in alcune circostanze e in determinate zone, direttamente dall’auto lungo strade di campagna o di montagna.
Queste modalità rappresentano solo approcci casuali o alternative ultime rispetto all’appostamento, che resta la tecnica preferibile per osservare e fotografare questi animali nel rispetto dei loro comportamenti naturali e senza arrecare disturbo.


Fotografia vagante a piedi
Nell’uscita a piedi (una passeggiata serale nei campi, un trekking in montagna o l’avvicinamento diurno allo spot fotografico) il rischio di disturbo involontario è più alto e quindi è una pratica poco consigliata per la pura finalità fotografica. I risultato è infatti meno controllabile in termini di luce e ambientazione e i margini di successo sono più ridotti. In questo caso valgono comunque le stesse regole indicate sopra per limitare le interferenze con gli abitanti del bosco: silenzio, mantenimento della distanza e rispetto.
Pro della fotografia itinerante a piedi:
- Esperienza completamente immersiva e salutare nella natura
- A seconda della morfologia del territorio maggiore probabilità di avvistare animali
Contro della fotografia itinerante a piedi:
- Maggior rischio anche involontario di disturbare gli animali, specialmente se non si conosce bene il territorio
- Minore controllo sulla composizione dell’immagine
- Il risultato dipende in gran parte dalla fortuna e dalla casualità degli incontri
- Distanze elevate a livello fotografico
Consiglio: se ti capita di incontrare fortuitamente un animale nei pressi dei tuoi percorsi, abbassati, sdraiati o nasconditi dietro a rocce o cespugli, cercando di non rendere visibile la tua sagoma.
Fotografare dalla macchina
Potrà sembrare strano ma in alcune zone dell’Italia è possibile fare scatti discreti anche dall’auto, poiché gli animali sono abituati alla presenza delle macchine che paradossalmente incutono meno timore rispetto ad una persona a piedi.
In questo caso prima di tutto attenzione alla sicurezza tua, di chi è con te e di chi transita in quelle strade. Ovviamente è importante prima rispettare il codice della strada e il buon senso: non è il caso di mettere in pericolo te, gli altri o persino gli animali per uno scatto di ricordo.
Pro:
- Possibilità di scattare anche in condizioni meteo avverse, rimanendo al riparo.
Contro della fotografia itinerante in auto:
- Esperienza poco immersiva nel contatto diretto con la natura.
- Percorsi accessibili dall’auto limitati (poderali), quindi vincolati a zone specifiche.
Consiglio: spegni sempre il motore, non scendere dall’auto.
Il capriolo: scheda introduttiva
Il capriolo è il più piccolo dei tre ungulati (cervo, daino, capriolo) ed è diffuso praticamente in tutte le regioni d’Italia ad eccezione di Sicilia e Sardegna. Per approfondimenti consultare libri di natura scientifica.
Caratteristiche morfologiche
- Il suo peso si assesta intorno ai 20-30kg
- Presenta dimorfismo sessuale: oltre al palco presente nel maschio, la zona di pelo bianca (specchio anale) in quest’ultimo è più tondeggiante, nelle femmine è a forma di cuore. Si gonfia in caso di pericolo
- Il palco presente solo nel maschio è composto da 2 stanghe che raggiunge 3 punte in età adulta. In inverno e inizio primavera è ricoperto dal velluto.
- Il colore del mantello è arancio/rossiccio d’estate; grigio/marrone in inverno
- Ha un posteriore sviluppato ed è in grado di fare salti in lunghezza di anche 4 metri e in altezza di 2/3 metri
Habitat
Il capriolo trova il suo habitat in pianura, nelle zone collinari e sulle Alpi ad un’altitudine massima di 2000/2500m. Predilige zone con ampie radure e boschi dove potersi nascondere in caso di pericolo. Si muove molto bene nel sottobosco grazie alla sua corporatura snella e alle forti zampe posteriori. Fatica a muoversi nella neve.
Tracce di presenza
Impronte piccole di 3 cm a forma di cuore. Le impronte presentano forma leggermente diversa a seconda della composizione del suolo e dell’andatura dell’animale.
Abbaio definito scrocchio: il capriolo se nota un pericolo emette un suono, simile ad un abbaio del cane, come se fosse un allarme.
Nel video sottostante, una femmina di capriolo emette il tipico scrocchio o abbaio. Appena uscita dal bosco e resasi conto dell’assenza di pericoli ha ripreso a brucare pochi secondi dopo, mantenendo il pascolo per oltre 30 minuti.
Raspate effettuate su cespugli e terreno con il palco e con le zampe anteriori. Ci è capitato in osservazione (mattina e sera) di notare un maschio di capriolo marchiare il perimetro del prato nei medesimi punti.
Leggi questo paragrafo dell’articolo sul riconoscimento delle impronte del capriolo e degli animali selvatici in generale.
Infografica


