Fotografare il bramito del cervo è, per un fotografo naturalista, uno degli appuntamenti più attesi dell’autunno. Con la fine dell’estate arriva lo spettacolo dei cervi in amore e i boschi si riempiono dei loro richiami.
Vediamo cos’è il bramito, come prepararsi a un’uscita consapevole per fotografare i cervi in questo periodo, cosa portare con sé e come vivere al meglio l’appuntamento.
Cos’è il Bramito?
Il bramito del cervo (in inglese rutting season) è il verso caratteristico emesso dal cervo maschio durante il periodo dell’accoppiamento, ovvero all’inizio dell’autunno. Si tratta di un suono potente, profondo e gutturale, che riecheggia tra i boschi e le vallate di montagna, che ha una funzione essenzialmente dissuasiva: una sorta di confine sonoro che avverte i rivali che quel territorio è presidiato.
Durante il bramito i maschi adulti dominanti aggregano attorno a sé un nucleo di femmine, costruendo un gruppo riproduttivo temporaneo. Ai margini orbitano i maschi più giovani o meno forti, che aspirano a inserirsi nei gruppi già formati ma che, non avendo ancora la struttura fisica e l’esperienza per imporsi negli scontri diretti con i dominanti, rimangono fuori dall’arena.
Perchè il cervo bramisce?
Il bramito dei cervi serve principalmente ai maschi per:
- Impressionare le femmine durante il periodo del corteggiamento
- Intimidire o sfidare altri maschi in competizione per il dominio e l’accoppiamento
Nella maggior parte dei casi lo scontro fisico viene evitato: il solo bramito funziona come segnale di forza e permette ai rivali di confrontarsi senza arrivare al combattimento.
A volte, però, i due cervi risultano equivalenti per dimensioni e vigore e, in questi casi, il confronto diretto può diventare inevitabile. Prima dello scontro, i contendenti si osservano a lungo camminando fianco a fianco in parallelo e valutandosi reciprocamente. Spesso questa fase di misurazione si conclude senza alcun contatto: uno dei due rinuncia e si allontana.
Quando si arriva alla lotta vera e propria, i maschi incastrano le corna e si spingono nel tentativo di far arretrare l’avversario. L’obiettivo è prevalere nel confronto di forza e conquistare il diritto all’accoppiamento.
Gli incidenti possono verificarsi: talvolta le corna restano incastrate e i due animali faticano a separarsi; in altri casi uno dei maschi può essere colpito sui fianchi dalle punte del palco, anche in modo grave.
Dal punto di vista evolutivo, questo comportamento favorisce la selezione dei maschi più forti e resistenti, che avranno maggiori probabilità di trasmettere le proprie caratteristiche alla discendenza.
Quando si sente il bramito del cervo?
Il periodo di bramito del cervo varia leggermente a seconda della latitudine e delle condizioni ambientali, ma in genere si concentra tra metà settembre fino a metà ottobre.
In questi giorni, chi pratica fotografia wildlife ha la possibilità unica di fotografare il bramito del cervo in amore in contesti scenografici vari: immersi nella nebbia mattutina o nei primi caldi toni dell’autunno e in alcuni casi anche con i primi nevischi.
L’attività dei cervi si concentra nelle fasce orarie più estreme della giornata: le prime luci dell’alba e il crepuscolo serale rappresentano i momenti di massima attività. Di notte gli animali pascolano comunque, e i loro richiami si propagano nell’oscurità delle vallate alpine ben prima che arrivi il giorno un dettaglio importante per chi pianifica l’avvicinamento.
Curiosità: durante una mia uscita in Abruzzo tra la fine di dicembre 2025 e inizio di gennaio 2026 mi è capitato di udire bramiti tardivi nei boschi e nelle radure. Questo fenomeno può verificarsi soprattutto in giornate con temperature miti e, di norma, i versi sono prodotti da giovani maschi che rincorrono branchi di femmine non fecondate durante il periodo riproduttivo canonico.
Quanto dura il bramito dei cervi?
Il bramito del cervo ha una durata media compresa tra le 3 e le 5 settimane, ovvero circa 30-40 giorni, a seconda di fattori ambientali come l’altitudine, la latitudine e le condizioni meteorologiche (temperature). Gli animali sono generalmente più attivi nel tardo pomeriggio, durante la notte e nelle prime ore del mattino. Personalmente mi è capitato di vederli e sentirli anche in tarda mattinata o nel primo pomeriggio.

Dati di scatto: Canon EOS R5 – f/10 – 1/1250 sec, ISO-6400, 700mm. Obiettivo Canon RF 100-500mm F4.5-7.1L IS USM + extender 1.4.
Fotografare i cervi con consapevolezza durante il periodo del bramito
Fotografare i cervi in amore è sicuramente emozionante ma si tratta di un periodo delicato per l’animale. I cervi durante il bramito sono particolarmente sensibili e vulnerabili. I maschi utilizzano la maggior parte delle energie per questo rituale, mangiano meno e perdono peso. Disturbare loro o far scappare le femmine può generare gravi problemi all’animale.
Attenzione e rispetto in un periodo molto delicato
Qualsiasi disturbo, anche involontario, può alterare il comportamento naturale dei cervi, e i maschi, sotto stress ormonale, possono diventare aggressivi. Per questo avvicinati gradualmente a questo tipo di fotografia. All’inizio dedicati solo all’ascolto, informati con fonti affidabili e, se possibile, affiancati a persone esperte. Sensibilizzare chi si avvicina a questo mondo è anche l’obiettivo di questo articolo.
Il cervo in bramito è pericoloso?
Il cervo non è un animale aggressivo verso l’uomo per natura, e i casi di attacco sono rarissimi. Durante il bramito, però, i maschi sono concentrati sul territorio e sulle femmine: se si sentono minacciati o sorpresi da vicino possono reagire in modo imprevedibile.
Per questo mantieni sempre una distanza di sicurezza: non avvicinarti a un maschio in bramito, non tagliargli la strada e non richiamarlo imitando il verso. Se un cervo interrompe l’attività e ti fissa, si è accorto di te: allontanati con calma, senza correre. Vicino alle femmine o durante i combattimenti tra maschi è bene tenersi ancora più distanti, perché l’animale è meno prevedibile.
In alcuni paesi del Parco Nazionale d’Abruzzo sono presenti esemplari generalmente confidenti. Per questo evita di avvicinarti: la loro tolleranza all’uomo non significa che siano innocui. A fine agosto 2026 sono circolati sui social diversi video di persone caricate da cervi maschi dopo essersi avvicinate troppo. La colpa in questi casi è delle persone che non capiscono e non rispettano questi splendidi esemplari. Notizia dei cervi braccati dai turisti ripresa direttamente da Ansa.
Studiare il territorio e la location fotografica
Studiare in anticipo il territorio è fondamentale per riuscire a vedere e fotografare il cervo durante il bramito.
Il periodo degli amori è breve e gli spostamenti dei maschi seguono precisi percorsi tra radure, punti di richiamo e aree di combattimento. Analizza mappe, sentieri, altimetrie e tracce quali raspate ed escrementi per individuare i luoghi strategici dove i cervi si fanno sentire o si mostrano più facilmente.

Usa il binocolo per capire gli spostamenti e studiare i loro movimenti.
Effettua sopralluoghi all’alba o al tramonto, osserva la direzione della luce e cerca zone naturali che ti permettano di restare nascosto. Conoscere bene la location significa avere più possibilità di scatti efficaci, senza interferire col comportamento naturale degli animali.
Metti in conto il fallimento: per riuscire a fotografare gli animali i primi anni è capitato di andare a vuoto più volte.

Dati di scatto: Canon RP – f/7.1 – 1/1250 sec, ISO-1600, 500mm. Canon RF 100-400mm F5.6-8 IS USM.
Vuoi conoscere meglio questo animale? Raggiungi direttamente la scheda descrittiva del cervo e leggi questo articolo sull’interpretazione di segni e tracce dei cervi.
Quali sono gli orari migliori per fotografare i cervi durante il bramito?
L’ideale è appostarsi prima dell’alba o nel pomeriggio prima del tramonto, rimanendo immobili e silenziosi, mimetizzati con l’ambiente. Importante arrivare alla location senza farsi vedere.
In alcune zone però gli animali sono visibili nelle radure anche tutto il giorno o almeno fino a metà mattina o da metà pomeriggio anche se generalmente nelle ore centrali preferiscono stare al riparo nel bosco. I bramiti di solito sono udibili la notte, il mattino presto e verso sera.

Dati di scatto: Canon R5 – f/10 – 1/250sec – ISO-4000 – 700 mm. Obiettivo Canon RF 100-500mm F4.5-7.1L IS USM.
Appostamento fotografico per fotografare i cervi
L’appostamento è la tecnica più efficace e l’unica possibile per fotografare i cervi in natura. Fanno eccezione alcune zone particolari, come certi paesi dell’Abruzzo limitrofi al PNALM, dove gli animali sono talmente abituati alla presenza umana da non mostrarne timore.
Questi contesti, per quanto curiosi e talvolta suggestivi alle prime esperienza, rischiano però di togliere significato alla vera essenza della fotografia naturalistica, che si basa sull’attesa, il mimetismo, l’osservazione e il rispetto delle distanze.
Seguire i cervi durante il bramito mette alla prova: sveglie prima dell’alba, camminate su terreni ripidi, attese al freddo oltre i 1700 metri, meteo imprevedibile.
In cambio, è un modo per entrare in contatto con dinamiche naturali difficili da osservare altrove.
1 – L’avvicinamento alla location
Se conosci bene il territorio e hai già individuato con precisione la location, tutto diventa più semplice, anche nel buio. Sì, perché se il tuo obiettivo è fotografare all’alba, dovrai muoverti prima che sorga il sole, quando la luce è assente o molto debole. In questi casi, una torcia frontale o una piccola luce a mano è indispensabile, ma usala con parsimonia per non disturbare la fauna selvatica.
Se invece punti al tramonto, è importante muoversi nel primo pomeriggio, così da raggiungere lo spot con largo anticipo, quando i cervi sono ancora nel bosco e il rischio di spaventarli è minimo.
Calcola con precisione i tempi di avvicinamento e indossa abiti dai colori neutri o mimetici già durante l’avvicinamento. Se utilizzi una ghillie suit o un passamontagna, indossali a qualche centinaio di metri dallo spot, in modo da essere invisibile già nelle fasi finali di avvicinamento. La discrezione, anche prima dello scatto, è fondamentale.
Rimani sul sentiero o al massimo nelle più immediate vicinanze, sia per gli spostamenti che per l’appostamento. Muoversi in modo disordinato sul campo ha un impatto negativo sugli animali.

Dati di scatto: Canon RP – f/7.1, 1/200 sec, ISO-5000, 400mm. Canon RF 100-400mm F5.6-8 IS USM.
2 – L’appostamento vero e proprio
Essere invisibili è la chiave per una buona fotografia di animali selvatici, soprattutto durante il bramito. Conoscere il territorio ti permette di scegliere l’abbigliamento mimetico più adatto, in armonia con lo sfondo naturale in cui ti muoverai. Anche cavalletto e paraluce andrebbero coperti con tessuti o cover mimetiche in neoprene, per ridurre al minimo la possibilità di essere individuati dagli animali.
È importante che tutto il corpo, compresa l’attrezzatura, sia ben nascosto sotto un poncho, una rete mimetica o una ghillie suit, sempre in sintonia con i colori e le texture dell’ambiente circostante. Il mimetismo non è solo questione di colore, ma di integrazione visiva totale con il paesaggio.
Il cervo ha un olfatto molto sviluppato e, a seconda del vento, può percepire la tua presenza. Evita detersivi o ammorbidenti profumati per l’abbigliamento da trekking, comprese reti e teli mimetici: lasciali all’aperto qualche giorno dopo il lavaggio. Evita anche profumi e creme.
3 – L’allontanamento dalla postazione
Abbandona la location solo quando sei sicuro che gli animali non possano vederti. Se hai fatto appostamento la sera allora attendi il buio per allontanarti.
Se hai fatto appostamento all’alba allontanati quando il sole è alto e l’attività di bramito è terminata. L’ideale sarebbe stare nella location tutto il giorno per avere maggiori possibilità di avvistamento ed evitare il disturbo degli animali e anche di eventuali altri fotografi che sono li per il tuo stesso scopo.
In alcune zone protette non sempre è consentito appostarsi: informati prima, chiedi all’eventuale ente gestore se ti trovi in un Parco e rispetta le regole.
Prevenire la Trombicula autumnalis: l’acaro pungitore
Durante l’appostamento per fotografare i cervi in territori con forte presenza di ungulati, è importante prestare attenzione a un piccolo acaro che può risultare molto fastidioso: la trombicula autumnalis. Questo parassita, presente nell’erba e nella vegetazione, è quasi invisibile e può facilmente salire sui vestiti e raggiungere la pelle.
È sufficiente restare seduti sull’erba per pochi minuti, o rimanere fermi senza un’adeguata protezione dal terreno, che le sue larve possano causare un intenso prurito e irritazioni cutanee.
Per ridurre il rischio usa un tappetino isolante + telo di plastica da stendere a terra, e indossa ghette protettive per sigillare il confine tra pantaloni e calzature. I repellenti chimici sono sconsigliati durante l’appostamento: il cervo ha un olfatto molto sviluppato e qualsiasi odore artificiale può vanificare ore di avvicinamento paziente. Se necessario, applicali solo sulle zone coperte dai vestiti, mai sulle superfici esposte all’aria.
Comportamenti caratteristici da conoscere sul campo
Nelle zone frequentate dai cervi si trovano spesso pozzanghere o piccole depressioni d’acqua che maschi e femmine utilizzano. I maschi entrano nel fango e vi si rotolano, imbrattandosi il corpo. Le femmine a volte si immergono o si sporcano solo le zampe.
Riconoscere una pozza frequentata dai maschi è un segnale utile per individuare le zone di bramito.
Quale equipaggiamento fotografico utilizzare?
Per affrontare al meglio un’uscita fotografica durante il bramito, è importante essere ben equipaggiati, ma senza sovraccaricare lo zaino, il cui peso potrebbe farsi sentire. Ecco cosa portare con te:
- Fotocamera principale e, se lo spazio lo consente, una secondaria di scorta con batterie di ricambio.
- Obiettivo tele, preferibilmente almeno un 400mm su APS-C o 600mm su Full Frame. In alcune situazioni, soprattutto se il mimetismo è ben fatto e conosci bene il territorio, anche un 300mm su APSC può bastare perché gli animali potrebbero avvicinarsi a te senza accorgersi della tua presenza e dedicarti a foto più ambientate.
- Teleconverter, utile in ambienti molto aperti o dove serve maggiore portata.
- Binocolo per individuare i cervi a lunghe distanze
- Zaino da trekking o fotografico, comodo e possibilmente in colori neutri o mimetici.
- Treppiede, da scegliere leggero o robusto a seconda del percorso; testa a sfera o video in base alle preferenze.
- Tuta mimetica o poncho camouflage 3D fondamentale per l’appostamento e per ridurre al minimo la visibilità.
- Passamontagna e cappello con visiera e guanti per coprire le estremità del corpo (viso e mani)
- Sgabello pieghevole o tappetino isolante (2–3 cm di spessore) per appostamenti prolungati su terreno umido o scomodo come rocce o pietre.
- Cibo e acqua sempre indispensabili.
Può essere utile anche un visore o monocolo termico utile all’alba o quando fa freddo per individuare facilmente gli animali nelle vallate.

Dati di scatto: Canon R5 – f/10 – 1/800sec – ISO-6400, 700mm. Obiettivo Canon RF 100-500mm F4.5-7.1L IS USM.
Tecniche di scatto per fotografare i cervi
Quando si decide di fare un’uscita per fotografare i cervi nel loro ambiente naturale rimane fondamentale conoscere le tecniche di scatto per ottenere fotografie nitide e di impatto. Di seguito alcuni suggerimenti base.
Tempi e modalità di scatto
Durante il bramito i maschi sono in continuo movimento: girano intorno, si inseguono, emettono richiami potenti e compaiono e scompaiono dietro gli alberi e i cespugli. Usa quindi tempi rapidi (1/800s o superiori) e scatto a raffica, così da avere più probabilità di un fotogramma nitido anche nei momenti concitati.
Quando possibile, abbina la modalità silenziosa con otturatore elettronico: riduce il rischio di disturbare l’animale ed è parte dell’etica del fotografo.
Gestione degli ISO
Generalmente si fotografa quasi sempre all’alba o al tramonto, quando la luce è debole. È necessario quindi alzare gli ISO per mantenere tempi rapidi: valori tra ISO 1600 e ISO 6400 sono comuni, specialmente se si usa un teleobiettivo non particolarmente luminoso. Per esperienza posso però affermare che spesso in zone del centro Italia i cervi sono visibili anche di giorno in orari centrali con luce piena, cosa più rara sulle Alpi.
Settaggio dell’Autofocus
Per animali in movimento come i cervi maschi, il fuoco continuo è la scelta più consona. Utilizza la modalità AF Servo su Canon, con inseguimento e aggancio sull’occhio dell’animale (nuove mirrorless R), per mantenere il fuoco sul soggetto in corsa o durante il gesto del bramito, dove il collo si allunga e la posizione del corpo cambia di continuo.
Composizioni
In base al tuo stile e all’intento dello scatto, puoi scegliere se realizzare fotografie ambientate oppure concentrarti su primi piani più stretti focalizzati sul muso o sul busto del cervo. Entrambe le opzioni sono valide, ma la scelta dovrebbe sempre essere guidata da ciò che vuoi trasmettere. Spesso è proprio l’ambiente circostante, con i suoi colori, le texture, le rocce, le luci e le ombre, a conferire significato e forza espressiva all’immagine, raccontando l’animale come parte viva e integrante del suo habitat.
Nel periodo autunnale, sfrutta i colori dei larici arancioni e del primo cambio di colore delle foglie, cerca composizioni dinamiche, con lo spazio davanti al cervo che bramisce, o con altri soggetti sullo sfondo a creare narrazione.
In inverno, il paesaggio può diventare parte integrante della composizione: sfrutta i contrasti tra il mantello del cervo e la neve, e valorizza linee guida naturali come rami spogli o pendii innevati.
In primavera e in estate i cervi sono ovviamente presenti, anche se non bramiscono. I sopralluoghi estivi utili per studiare i percorsi abituali possono offrire occasioni fotografiche interessanti: lavora di controluce all’alba per silhouette tra l’erba alta, o integra elementi di stagione come fiori e fogliame per una fotografia più ambientata.
Dove vedere e ascoltare il bramito del cervo in Italia?
E se sono agli inizi e voglio solo vedere o ascoltare il bramito del cervo? Che cosa devo fare e dove andare?
I cervi sono presenti in tutto l’arco alpino e nell’appennino. Ci sono diverse macro aree già note dove poter ascoltare il bramito:
- Valtellina e Parco Nazionale dello Stelvio: paesaggi alpini ad alta quota, cervi visibili spesso tra i larici e le radure alpine. Accesso regolamentato in alcune zone. Verificare sempre eventuali limitazioni del Parco.
- Veneto e Friuli – piana del Cansiglio: altopiano boscoso elevata presenza di animali
- Trentino, Val di Sole e altre valli
- Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi (Emilia-Romagna/Toscana) foresta densa con radure. Spesso il Parco organizza uscite per il censimento.
- Abruzzo zone limitrofe al PNALM cervi molto presenti e, in alcune aree, meno diffidenti; ideale per un primo approccio all’osservazione.
Non comunicare e descrivere mai con precisione la location di eventuali avvistamenti e non postare in diretta le foto sui social. Non adottare comportamenti eticamente irresponsabili.

Capita spesso che vengano organizzate escursioni per ascoltare il bramito e gruppi di trekking tramite associazioni o enti.
Se ben organizzate possono essere una buona occasione per avvicinarsi a questo evento particolare nel rispetto e nell’educazione che la natura ci chiede.
Anche per l’ascolto valgono le stesse regole indicate sopra ad eccezione dell’appostamento, poiché basta sedersi su una roccia o a bordo di un sentiero per sentire il bramito in completa serenità.
Fotografare i cervi durante l’anno e come prepararsi al Bramito
Il periodo del bramito in autunno dura circa 4–5 settimane, ma per fotografare i cervi il lavoro inizia molto prima e continua durante tutto l’anno, inverno compreso. In realtà, conoscere il territorio è spesso più importante che essere presenti solo nel momento clou della stagione.
Esplorare il bosco fuori stagione quando è meno frequentato da fotografi ed escursionisti, permette di individuare con calma i percorsi abituali dei cervi, i punti di abbeverata, le zone di raspata e le quote altimetriche che frequentano con maggiore regolarità.
Ecco come preparo personalmente le uscite fotografiche:
- In primavera
Faccio sopralluoghi all’alba, quando il bosco è più tranquillo e i segni di presenza sono più facili da interpretare. Cerco raspate sul terreno, scortecciamenti sui tronchi e altri indizi che segnalano il passaggio abituale dei maschi o il movimento dei selvatici. In questa fase non cerco necessariamente l’incontro con gli animali: fotografo anche l’ambiente vuoto per studiare luce, sfondi e capire in anticipo dove posizionare l’appostamento. - In estate
Dedico tempo all’osservazione dei cervi in velluto, quando il palco è ancora in crescita ed è ricoperto da un tessuto morbido e vascolarizzato (fino a luglio/agosto). È un periodo più tranquillo rispetto al bramito, soprattutto nelle ore serali, e offre l’occasione ideale per osservare i comportamenti, studiare le abitudini e costruire immagini con ambientazione diversa.
Per me fotografare i cervi non significa soltanto essere presenti durante il bramito: significa conoscere il luogo, anticipare i movimenti e tornare più volte nello stesso bosco fino a sentirlo familiare.
Conclusione e riassunto
Il bramito del cervo è uno dei momenti più interessanti per un fotografo naturalista ma anche uno dei più delicati per l’animale. Per questo motivo effettua uscite consapevoli e nel rispetto della natura e dell’ambiente.
Di seguito un breve riassunto dell’articolo:
- Periodo: il bramito del cervo si osserva tra settembre e ottobre, durante la stagione degli amori.
- Location e territorio: fondamentale studiare il territorio in anticipo, scegliere orari strategici (alba e tramonto) e adottare un approccio discreto da appostamento. Importante farsi accompagnare i primi anni da persone e guide competenti che conoscono il comportamento da adottare a questo tipo di fotografia naturalistica.
- Approccio etico: non condividere le location di avvistamento e non adottare comportamenti che possono generare disturbo. Non avventurarti se non sei ancora esperto.
- Equipaggiamento consigliato: Teleobiettivi, abbigliamento mimetico e strumenti per l’osservazione come binocoli o monocoli.
- Dove andare: parchi naturali e aree protette sono i luoghi ideali per ascoltare il bramito.
- Conoscere il cervo: conoscere gli animali, le abitudini, riconoscerne habitat, tracce e segni di passaggio aiuta a individuarlo e ridurre al minimo il rischio di disturbo.

Dati di scatto: Canon R5 – f/10 – 1/100 sec – ISO-1600 – 700mm. Obiettivo Canon RF 100-500mm F4.5-7.1L IS USM + extender 1.4
Scheda del Cervo
Il cervo (Cervus elaphus – cervo nobile) è il più grande ed imponente degli ungulati presenti in Italia (cervo, daino, capriolo oltre al camoscio, stambecco e cinghiale) ed è diffuso principalmente sulle Alpi, sugli Appennini e in alcune grandi aree boschive della penisola.
Caratteristiche morfologiche
- Il peso di un cervo adulto può variare dai 100 ai 250 kg per i maschi, mentre le femmine sono più leggere, tra i 70 e i 130 kg.
- È presente un marcato dimorfismo sessuale: i maschi possiedono un imponente palco ramificato, che può raggiungere e superare le 10 punte in esemplari adulti. Il palco viene rinnovato ogni anno: ricresce a partire dalla fine dell’inverno ed è inizialmente ricoperto da un tessuto morbido chiamato velluto, che viene poi rimosso sfregandolo contro alberi e cespugli intorno a luglio e agosto.
- Il mantello cambia con le stagioni: è rossiccio in estate e tende al bruno-grigiastro in inverno. I giovani (cerbiatti) presentano macchie bianche sul dorso che scompaiono crescendo. Le macchie servono a mimetizzarsi nell’erba. I cuccioli nascono a tarda primavera.
- Il cervo ha una corporatura robusta e muscolosa, con zampe lunghe che gli permettono di muoversi agilmente anche in ambienti impervi. Può effettuare salti in lunghezza di circa 6 metri e in altezza fino a 2 metri.
Habitat
Il cervo predilige foreste di latifoglie e conifere, intervallate da radure e pascoli dove può nutrirsi al riparo. Vive ad altitudini variabili, da zone collinari fino ai 2200-2500 metri. A differenza del capriolo, si muove con maggiore facilità nella neve, grazie alla sua stazza e forza.
È un animale generalmente crepuscolare, attivo soprattutto all’alba e al tramonto, quando esce allo scoperto per pascolare.
Tracce di presenza ed etologia
Raspate e scortecciamenti: come il capriolo, anche il cervo marca il territorio sfregando il palco contro gli alberi e scavando il terreno con gli zoccoli. Queste marcature sono particolarmente evidenti nel periodo del bramito, quando i maschi delimitano il proprio spazio.

Impronte: grandi, larghe, lunghe fino a 9-11 cm, con forma a “cuore allungato”. Sono facilmente riconoscibili anche su terreno duro poichè il peso aiuta a marcare il suolo.

Vocalizzazioni: il maschio durante il periodo degli amori (settembre-ottobre) emette forti bramiti, suoni profondi e gutturali usati sia per attrarre e conquistare le femmine in calore sia per intimidire i rivali.
Approfondimenti: articolo su IUCN
Infografica sul bramito dei cervi



