Un safari fotografico in Africa rappresenta l’esperienza definitiva per ogni appassionato di fotografia naturalistica e la preparazione del viaggio comincia molto prima della partenza. Infatti ogni dettaglio conta: dalla scelta della meta, della stagione alla configurazione dello zaino, tutto può fare la differenza sul campo.
In questo articolo troverai una serie di consigli per il tuo safari fotografico frutto di esperienze personali, che spaziano da quelli logistici a quelli fotografici che ti aiuteranno sicuramente a trovare spunti anche per il tuo viaggio.
Destinazioni dei safari fotografici: quali parchi scegliere per le tue fotografie
L’Africa è un continente immenso, e scegliere la destinazione giusta per il proprio safari fotografico è il primo passo fondamentale. Ogni Paese, regione e parco africano offre caratteristiche uniche in termini di fauna, paesaggi e opportunità fotografiche.
Quando si cercano consigli per un safari fotografico, l’ispirazione sul Paese da visitare spesso potrebbe arrivare, come nel caso mio e del mio compagno, dai documentari, dai libri fotografici o da mostre dedicate. Di seguito una prima panoramica di alcune mete più spettacolari del continente, con suggerimenti pratici per pianificare il tuo safari fotografico.
Kenya: Masai Mara e Amboseli
Il Kenya è la patria di alcuni dei parchi più iconici d’Africa. Il Masai Mara, il famoso fiume che passa al confine con la Tanzania, è celebre per la Grande Migrazione (luglio-ottobre), quando oltre due milioni di gnu e zebre guadano il fiume: uno spettacolo irripetibile per la fotografia d’azione. Amboseli offre invece la possibilità di fotografare elefanti con il Kilimanjaro sullo sfondo, creando composizioni mozzafiato all’alba e al tramonto.
Per vedere foto di questo tipo il libro Walk the Earth: Photographs of Africa’s Last Great Elephants di Federico Veronesi, uscito proprio a settembre 2025.
Leggi l’articolo dedicato a fotografare la grande migrazione del Masai Mara relativa ad un viaggio dall’altra parte della sponda del Kenya, ovvero in Tanzania.

Tanzania: Serengeti, Ngorongoro e Tarangire
Il Serengeti è il cuore della Grande Migrazione e offre pianure infinite ideali per fotografare predatori all’inseguimento. Il cratere del Ngorongoro concentra un’alta densità di fauna in uno spazio limitato, aumentando le probabilità di avvistamenti di grandi predatori come leoni e iene. Se si è particolarmente fortunati è possibile vedere anche il rinoceronte nero. Punto di forza del Ngorongoro è sicuramente il paesaggio e i colori. Perfetti per foto ambientate.
Il Tarangire è famoso per i baobab giganti e i branchi di elefanti. Anche il Lake Manyara, seppur più piccolo, merita una visita, grazie anche alla presenza dei leoni arboricoli, ovvero leoni che per sfuggire da parassiti o dal suolo umido, tendono a salire sugli alberi, una cosa poco consueta in altre zone dell’Africa.
Leggi la pagina del viaggio fotografico in Tanzania realizzato nel 2023.

Leggi il racconto sul safari fotografico e l’incontro con i leoni nel Serengeti.
Botswana: Okavango Delta e Chobe
L’Okavango Delta permette di fare fotografie a filo dell’acqua, con i safari in mokoro (canoa tradizionale) regalando un taglio agli scatti completamente differente, con prospettive inedite su ippopotami, coccodrilli e uccelli acquatici. Il Chobe National Park vanta la più alta concentrazione di elefanti d’Africa: branchi di centinaia di esemplari che si radunano lungo il fiume al tramonto. Una delle prossime mete che vorrei visitare!
Sudafrica: il famoso Kruger
Il Kruger è il parco più accessibile ideale per safari fotografici fai-da-te o in self-drive, spesso su strade tracciate. Esistono però diverse riserve private che confinano con il Kruger, sono rinomate per la possibilità di muoversi su piste non tracciate e gli avvistamenti frequenti dei Big Five tra cui il leopardo, l’animale più sfuggente dei Big Five.
Namibia: Etosha e le dune del Sossusvlei
Un viaggio in Namibia, è qualcosa di diverso rispetto alle altre mete citate. La Namibia è una meta caratteristica per i fotografi paesaggisti. L’Etosha infatti offre paesaggi desertici unici con pozze d’acqua che attraggono fauna (in numeri ridotti rispetto agli altri parchi) durante la stagione secca. La luce netta del deserto è ideale anche per l’astrofotografia notturna. Sossusvlei regala dune rosse monumentali e alberi morti contorti, perfetti per paesaggi minimalisti e drammatici.
Leggi l’articolo su come fotografare i paesaggi, potrebbe essere utile per il tuo prossimo viaggio in Namibia!
Uganda, Zambia e molto altro
Oltre alle destinazioni più note, anche Paesi come l’Uganda e lo Zambia regalano esperienze di safari straordinarie, tra paesaggi incontaminati e incontri ravvicinati con la fauna africana come ad esempio il gorilla di montagna.
L’Africa offre davvero tante opportunità di viaggio basta scegliere il periodo migliore.
| Destinazione | Big Five | Periodo Consigliato | Affollamento |
| Masai Mara (Kenya) | Si | Luglio-Ottobre | Alto |
| Serengeti (Tanzania) | Si | Giugno-Ottobre | Medio-Alto (specialmente Ngorongoro) |
| Okavango (Botswana) | Parziale | Maggio-Settembre | Basso |
| Kruger (Sudafrica) | Si | Maggio-Settembre | Medio |
| Etosha (Namibia) | Parziale | Maggio-Ottobre | Basso |
Safari fotografico consigli di scatto
Un safari fotografico offre opportunità uniche, ma richiede prontezza e tecnica. Gli animali non posano e la luce cambia rapidamente, quindi è essenziale conoscere il proprio equipaggiamento e il comportamento degli animali. Una volta sul campo, la teoria lascia spazio all’azione. Ogni momento può essere irripetibile, quindi è fondamentale essere pronti e reattivi.
In questa sezione troverai consigli pratici di scatto per affrontare al meglio le sfide del safari e fotografare gli animali selvatici africani: dalla gestione della luce alla composizione.
Consigli sulla gestione della luce
È quasi superfluo dirlo, ma l’ideale sarebbe scattare all’alba e al tramonto, quando la luce è più morbida e calda. Nella pratica però, i safari spesso si svolgono durante tutto l’arco della giornata con orari che variano in base al Paese e al Parco visitato.
Ad esempio, nel Parco del Tarangire in Tanzania, la guida mi ha detto che molti animali si mostrano più attivi ben oltre le prime ore del mattino. Durante il mio safari fotografico nel Serengeti, il famoso guado degli gnu nel fiume Mara durante la Grande Migrazione è avvenuto intorno alle 11:00 e di nuovo verso le 15:00. Imparare a gestire la luce anche nelle ore centrali diventa quindi fondamentale per non perdere momenti preziosi. Adeguati quindi alle condizioni di luce.
Suggerimenti sulle inquadrature per fotografare gli animali
Esistono diverse “regole” di inquadratura. La più semplice e consigliata anche per un principiante ma di impatto è la regola dei terzi. Questa regola suggerisce di posizionare il soggetto lontano dal centro dell’inquadratura, lungo le linee di forza visiva. Questo accorgimento crea equilibrio e facilita lo sguardo dell’osservatore, rendendo la scena più dinamica. Quando prevedi movimento, lascia spazio libero in direzione della camminata o del salto: così l’azione sembra proiettata fuori dall’immagine, aumentando la tensione e il coinvolgimento.

Inoltre, componendo “dal basso”, ovvero abbassando la fotocamera all’altezza dell’animale, ottieni uno sguardo potente, che enfatizza la presenza del soggetto e trasmette una connessione più intensa tra osservatore e protagonista del safari. Attenzione però a non mettere le mani troppo fuori dall’auto per questioni di sicurezza.
Fotografa i dettagli degli animali per raccontare una storia o per descrivere al meglio l’animale stesso. Inquadra le orecchie, gli occhi, i polpastrelli, le criniere dei leoni o delle giraffe, le venature delle orecchie degli elefanti. Impara ad osservare.
Non ti limitare alla fotografia di ritratto, cerca di fare foto ambientate per raccontare meglio la tua storia. E’ anche questa la vera essenza della fotografia naturalistica.
Safari fotografico: consigli sull’ impostazione della macchina fotografica
E’ complesso e probabilmente poco funzionale suggerire delle impostazioni della macchina fotografica per il safari che siano standard, perché queste dovrebbero adeguarsi in base alla luce, alla scena e a eventuali movimenti degli animali.
In linea di massima si può però suggerire di:
- Impostare la modalità di salvataggio RAW + JPG formato grande per avere poi flessibilità in post-produzione. Occupa più spazio sulla memoria ma può tornare utile poi.
- A seconda delle preferenze e delle scene, puoi impostare la fotocamera in modalità semiautomatiche come AV (Aperture Value) o TV (Time Value) su Canon, ovvero priorità di diaframma o priorità di tempi. La modalità AV è utile quando desideri controllare la profondità di campo, ad esempio per isolare un soggetto dando uno sfondo sfocato (dipende dall’apertura massima del diaframma dell’obiettivo). Tuttavia, se hai la fortuna di assistere a un inseguimento — come un ghepardo che rincorre una gazzella sarà più indicato passare alla modalità TV, in modo da impostare tempi di scatto rapidi (1/1000s o più veloci) per congelare l’azione e catturare il momento senza mosso. Con gli animali in corsa ti consiglio di provare anche la tecnica del panning.
- ISO automatici con limite massimo (ISO 3200-6400) o manuali a seconda della fotocamera, della scena e della luce.
- Monitora l’istogramma per capire se stai scattando correttamente evitando così di avere zone bruciate o troppo sottoesposte e non recuperabili in post produzione.
- Autofocus continuo (AI Servo per Canon) con aggancio automatico sull’occhio (per nuove mirrorless) per i soggetti in movimento. Per i soggetti statici o a riposo puoi usare One-Shot.
- Utilizza raffiche rapide per gli animali in movimento per congelare il frame giusto
- Tieni sempre la macchina pronta: l’azione è improvvisa. Controlla le tue foto quando sei sicuro che la scena è terminata o appena c’è un’interruzione o pausa. Non riguardare tutte le foto che hai fatto nei momenti salienti perché potresti perderti situazioni interessanti.
Consigli sull’attrezzatura fotografica per il safari
Di seguito alcuni consigli per l’attrezzatura per fotografia naturalistica portare nel safari.
- Porta con te due corpi macchina, uno con un teleobiettivo montato e un altro con un grandangolo o un obiettivo normale come un 24-105 su FF per adattarti velocemente alla scena. Evitare di cambiare obiettivi sull’auto è davvero importante perché le jeep da safari sono spesso piene di sabbia e polvere o che possono sporcare il sensore o le lenti posteriori.
- Porta un teleobiettivo da minimo 300-400 mm anche se è possibile fare buoni scatti con un 250 mm su APSC. C’è da dire che gli animali spesso sono relativamente vicini all’auto in determinate location.
- Proteggi l’attrezzatura con pellicole anti pioggia (rain cover) per evitare che la polvere passi nel corpo macchina o nelle lenti anche se hai attrezzatura tropicalizzata
- Utilizza filtri UV per proteggere la lente da polvere diretta sull’obiettivo frontale anche se molti professionisti dicono che possono impattare sulla qualità della foto. Si tratta di una scelta personale.
- Porta con te diverse schede di memoria. Personalmente preferisco portare più schede da 64 o massimo 128 GB rispetto a una scheda unica da 256 o 512 GB.
- Porta con te almeno 2 batterie che di media ti permettono di fotografare durante tutta la giornata
- Porta un Power Bank per ricaricare l’attrezzatura durante il Game Drive in fase di spostamenti o in pausa pranzo
- In auto il cavalletto o meglio il treppiedi non serve. Potrebbe al massimo servire un monopiede per obiettivi pensanti ma l’attrezzatura fotografica indiscussa è la Bean Bag. Una sacca fotografica, fatta apposta per essere appoggiata sui finestrini o sul tetto della jeep. Di solito è riempita di fagioli, riso o gomma piuma per darle una consistenza morbida e adattabile alle superfici.
Suggerimento: dato che per questioni di spazio durante il viaggio in aereo e di direttive doganali non è detto che tu possa introdurre fagioli o riso nel Paese di destinazione, nel mio safari fotografico in Tanzania ho caricato in valigia la bean bag vuota e l’ho riempita dal secondo giorno di vestiti. È una soluzione ortodossa ma funzionale dato anche che in Tanzania non si possono introdurre sacchetti di plastica.

Macchina fotografica per safari: Mirrorless e Reflex
Se sei un amante della fotografia avrai già la tua compatta, mirrorless o la tua reflex. Invece, se ti stai avvicinando a questo mondo o devi fare il tuo primo safari e non hai l’attrezzatura, in tabella trovi alcuni consigli per l’acquisto.
Se il safari è solo un’occasione di viaggio (esempio un viaggio di nozze) puoi anche solo valutare il noleggio dell’attrezzatura in negozi specializzati in Italia (fisici o online). Noleggia con qualche giorno di anticipo l’attrezzatura prima della partenza in modo da prendere dimestichezza con il corpo macchina e l’obiettivo.
| Caratteristica | Mirrorless | Reflex (DSLR) |
|---|---|---|
| Peso e dimensioni | Generalmente più compatte e leggere nei modelli entry level | Più grandi e pesanti anche nei modelli di fascia bassa |
| Facilità d’uso | Interfaccia moderna, spesso touchscreen con automatismi avanzati. Simile ai cellulari | Approccio più tradizionale; richiede maggiore familiarità con le impostazioni manuali e un po’ di conoscenza |
| Qualità d’immagine | Equivalenti a seconda della fascia, modello, sensore e numero di megapixel | Come le mirrorless a parità di fascia |
| Autofocus e velocità di scatto | Autofocus continuo molto preciso e rapido; ottimo per soggetti in movimento o video | Autofocus veloce in modalità mirino ottico, ma meno performante in live view o video |
| Silenziosità dello scatto | Possibilità di scatto completamente silenzioso (otturatore elettronico) | Scatto meccanico più rumoroso a causa del movimento dello specchio |
| Video | Ottime prestazioni in 4K, 6K e 8k per i modelli di fascia alta e AF continuo | Buona qualità video, ma con limitazioni nella messa a fuoco e nelle opzioni di registrazione |
| Autonomia della batteria | Inferiore: mediamente 300–500 scatti per carica | Superiore: fino a 1.000–1.200 scatti per batteria, ideale per giornate con lunghe sessioni di scatto |
| Mirino | Elettronico (EVF): mostra anteprima di esposizione (più facile comprendere quindi se l’immagine e sotto o sopraesposta), bilanciamento e colori in tempo reale | Ottico (OVF): visione diretta, più naturale ma senza anteprima di esposizione |
| Ottiche disponibili | Gamma in rapida espansione, ma alcune lenti sono più costose o ancora poco diffuse | Ampia disponibilità di obiettivi nuovi e usati, con prezzi più accessibili anche per il noleggio |
| Connettività (Wi-Fi, Bluetooth, App) | Quasi sempre integrata; trasferimento immediato su smartphone grazie alle app della casa madre della fotocamera | Presente in molti modelli recenti. Informarsi prima del funzionamento. |
| Robustezza e tropicalizzazione | Buona nei modelli di fascia media e alta; più delicata nei modelli base | Elevata nei modelli anche semi-professionali; costruzione solida e duratura. Reflex note per la robustezza. |
| Prezzo medio (corpo + obiettivo base) | In genere leggermente superiore, ma in discesa con i nuovi modelli APS-C e combinazioni specifiche | Più conveniente nel mercato dell’usato e del noleggio |
| Esperienza d’uso complessiva in viaggio | Ottima per chi desidera praticità, leggerezza e versatilità tra foto e video ed è alle prime armi | Consigliata a chi privilegia autonomia, robustezza e un approccio più tradizionale |
Alcuni esempi di modelli dal buon rapporto qualità/prezzo, e buoni per un safari:
Mirrorless
- Canon EOS R10
- Nikon Z50
- Sony α6100
Reflex
- Canon EOS 250D
- Nikon D5600
Quale obiettivo per safari usare?
Il teleobiettivo o un obiettivo per safari insieme al corpo macchina gioca un ruolo fondamentale durante un safari fotografico.
Per immortalare la fauna nel suo habitat, è consigliabile scegliere un obiettivo con lunghezza focale, idealmente compresa tra 300 mm e 600 mm o più. Questo ti consentirà di catturare dettagli come lo sguardo di un leone, il piumaggio di un uccello anche da distanze notevoli. Gli obiettivi zoom, come un 100-400 mm o un 150-600 mm, offrono grande versatilità e permettono di adattarsi rapidamente alle diverse situazioni che possono presentarsi in natura.
Anche un obiettivo a focale fissa, come un 400 mm o un 600 mm con apertura f/2.8 o f/4, rappresenta una scelta eccellente: garantisce una qualità d’immagine superiore, un’eccellente nitidezza e un magnifico effetto bokeh. Inoltre, durante un safari in fuoristrada, il peso maggiore di queste lenti non costituisce un problema significativo, rendendole ideali per chi cerca le massime prestazioni ottiche. Se sei fortunato ad averne uno portalo con te!
| Tipo di Obiettivo per safari | Lunghezza Focale | Uso Principale | Pro | Contro |
|---|---|---|---|---|
| Teleobiettivo zoom | 100-400mm / 150-600mm /200-800: diaframma variabile esempio: 4.5/5.6 o 6.3/9 | Animali a distanza | Versatile, permette di fotografare animali lontani; flessibile per diversi soggetti | Essendo in media meno luminoso dei fissi, potrebbe richiedere un innalzamento degli ISO per avere tempi veloci |
| Teleobiettivo fisso | 300mm / 400mm / 500mm / 600mm / 800mm | Animali a distanza con diaframma fisso. Esempio: f 2.8, f4, o f 5.6 | Qualità ottica superiore, luminosità, nitidezza elevata | Meno versatile, ingombrante, necessario organizzarsi per il trasporto |
| Standard zoom | 15-45mm / 24-105mm con diaframma fisso o variabile | Paesaggi, ritratti, scene generali | Leggero, versatile per foto ambientali e ritratto | Non adatto per animali lontani |
| Grandangolo | 10-24mm / 16-35mm | Paesaggi | Perfetto per paesaggi e ampie vedute della savana | Difficile isolare soggetti distanti; animali piccoli appaiono lontani |
| Zoom tuttofare “superzoom” | 18-300mm / 28-300mm / 24-240mm | Tutto in uno, comodità | Leggero, non serve cambiare obiettivi | Qualità ottica discreta; a seconda dei modelli, potrebbe essere meno nitido ai bordi e generare distorsione |
Come avrai intuito dalla tabella sopra, un safari non è fatto solo di animali: i paesaggi, le luci dell’alba e del tramonto, e le interazioni tra gli elementi naturali meritano altrettanta attenzione.
Per questo, oltre a un teleobiettivo, è utile portare con sé anche un obiettivo grandangolare (come un 16-35 mm) o un obiettivo tuttofare (come un 24-105 mm) ideale per catturare l’ampiezza delle savane, le nuvole drammatiche all’orizzonte o un branco di gnu o zebre in movimento. Generalmente vengono montati su un secondo corpo macchina per evitare di montare e smontare da un’unica fotocamera con il rischio di far entrare polvere nel sensore.
Macchina fotografica compatta o bridge per safari
Se non sei in possesso di una reflex o di una mirrorless, puoi comunque ottenere ottimi risultati utilizzando una macchina fotografica compatta o una bridge.
Macchina fotografica compatta
Le compatte moderne si distinguono per la loro leggerezza, la facilità d’uso e le prestazioni automatiche sempre più evolute: sono ideali per chi desidera vivere il safari in modo rilassato, senza preoccuparsi troppo delle impostazioni o della lunghezza focale. Tuttavia, a parte qualche modello di qualche anno fa, poche compatte offrono zoom di qualità elevata; in molti casi, gli smartphone di fascia alta riescono oggi a garantire foto e video più nitidi e definiti, spesso anche in formato 4K.
Macchina fotografica bridge
Le fotocamere bridge rappresentano invece un ottimo compromesso tra compattezza e prestazioni: sono più grandi delle compatte, ma dispongono spesso di uno zoom molto potente e di controlli manuali avanzati, perfetti per adattarsi alle varie condizioni di luce e distanza tipiche della savana.
Tra le opzioni più consigliate spicca la Nikon Coolpix P1100, ideale anche solo per il noleggio. Il suo zoom impressionante e la qualità dei file, soprattutto nei video, la rendono una macchina “tuttofare” perfetta per il safari. Se cerchi una fotocamera versatile, capace di catturare soggetti lontani con dettaglio e vivacità, questa è sicuramente la scelta più pratica — e anche la più divertente.
Comportamento da adottare durante il Game Drive
Non urlare, non gesticolare e non disturbare (soprattutto in presenza ravvicinata di elefanti ma anche con gli altri animali) al fine di evitare stress. Parla a bassa voce e non tenere le mani fuori dal finestrino se non sei sicuro che a pochi metri non ci sia nulla.
Cerca di accaparrarti il posto migliore. I veicoli messi a disposizione dalle compagnie di safari sono generalmente progettati per garantire una buona visibilità a tutti i passeggeri, indipendentemente dalla posizione occupata a bordo. Infatti, per quanto riguarda il Safari che ho fatto in Tanzania, sul fuoristrada c’era un posto ad ogni finestrino con il corridoio centrale libero. Il tetto poi si apriva a fisarmonica lasciando la possibilità a tutti i membri di appoggiarsi sul tetto per assistere alle scene.
Studia i libri dei fotografi e prendi ispirazione
Di solito partecipare a un safari è un’occasione rara e non capita spesso di dover organizzare una vacanza in Africa. Non siamo abituati a fotografare questo tipo di fauna selvatica e proprio per questo può essere utile consultare libri fotografici e documentari per comprendere quali tipi di scatti cercare, quali angolature privilegiare e come comportarsi in situazioni imprevedibili.
Osservare prima il lavoro di fotografi esperti aiuta ad allenare l’occhio, affinare la composizione e farsi trovare pronti quando la scena perfetta si presenta davanti all’obiettivo.
Personalmente ti consiglio il libro “Luce e Polvere – Immagini e storie dalle savane dell’Africa Orientale.” di Federico Veronesi, un fotografo italiano che vive in Africa che ha fatto un libro molto bello e di ispirazione. Oppure di guardare qualche scatto di Jonathan & Angela Scott, fotografi che vivono in Kenya.
Consigli organizzativi per prepararsi al Safari fotografico
Partendo dai consigli organizzativi per il proprio safari fotografico come prima cosa, informati accuratamente sulla destinazione: clima, eventuali vaccini comportamenti tipici della fauna e regole locali.
Mentalmente preparati a rallentare i ritmi: un safari fotografico non è una corsa agli scatti, ma un esercizio di pazienza e osservazione.
In Tanzania la mia guida diceva in swahili appunto: Pole Pole che significa con calma. Le scene migliori spesso arrivano dopo ore di attesa. Sii pronto a cambiare piani, a seguire l’istinto della guida e ad accettare anche le giornate senza scatti entusiasmanti.
Quali sono i periodi migliori per organizzare un safari fotografico in Africa?
Tra i consigli per un safari fotografico che posso darti, c’è sicuramente quello di scegliere con attenzione il periodo dell’anno.
La scelta del periodo può determinare il successo del tuo safari fotografico e dipende anche dal tipo di esperienza che desideri vivere e dal taglio che vuoi dare alle tue immagini. Le stagioni influenzano la visibilità degli animali, la qualità della luce e le opportunità fotografiche.
La stagione delle piogge è molto diversa da quella secca, così come quella delle nascite non coincide con il periodo della grande migrazione: per questo è importante essere consapevoli di ciò che si vuole osservare e fotografare.
Stagione Secca (Maggio-Ottobre): il Periodo Ideale
Durante la stagione secca la vegetazione è rada e gli animali si concentrano attorno alle pozze d’acqua permanenti, facilitando gli avvistamenti. La luce è più nitida e la polvere sospesa, a volte spostata anche del passaggio dei branchi di gnu, crea atmosfere particolari al tramonto. Questo è il periodo migliore per fotografare predatori in azione e grandi concentrazioni di erbivori.
La luce nelle ore centrali della giornata è molto forte e spesso potrai giocare quindi con l’utilizzo del black & white, immaginando l’immagine in fase di scatto, e poi realizzandola in post produzione.
Vantaggi fotografici:
- Visibilità massima: erba bassa e arbusti secchi. La classica immagine iconica dell’Africa.
- Luce ottimale: cielo spesso terso o con lieve foschia e tramonti spettacolari
- Meno insetti: meno rischio di incontro con zanzare o mosche e comfort maggiore durante le attese
Svantaggi:
- Prezzi più alti (alta stagione turistica)
- Maggior affollamento nei parchi principali (esempio quelli più circoscritti come il Ngorongoro)
- Paesaggi più secchi e meno verdi e quindi a volte meno interessanti
- Spesso i grandi predatori negli scatti si disperdono con lo sfondo e bisogna prestare attenzione all’autofocus e all’impastamento dei colori soprattutto sulle lunghe distanze
Stagione delle Piogge (Novembre-Aprile)
La stagione verde è sottovalutata dai fotografi, ma offre opportunità uniche. I paesaggi esplodono di colore, nascono i cuccioli (ad esempio gennaio/febbraio nel Ngorongoro e nei Parchi limitrofi) e arrivano gli uccelli migratori. La luce è più morbida grazie alle nuvole e i cieli drammatici creano sfondi cinematografici.
Vantaggi fotografici:
- Nascita dei cuccioli e possibilità di assistere ad allattamenti e interazioni famigliari
- Paesaggi rigogliosi: contrasto cromatico con gli animali specialmente con i grandi predatori (leone, ghepardo)
- Uccelli migratori: biodiversità massima
- Prezzi ridotti: 30-40% in meno rispetto alta stagione
- Meno turisti
Svantaggi:
- Vegetazione fitta: riduce visibilità sui piccoli animali
- Animali dispersi: non si concentrano più attorno alle pozze
- Piogge improvvise: possono limitare i game drive e rendere ampie zone dei parchi poco accessibili a causa delle strade fangose
Eventi naturali interessanti per la fotografia naturalistica in Africa
L’Africa offre una straordinaria varietà di eventi naturali che affascinano ogni fotografo naturalista, grazie alla sua biodiversità unica e ai paesaggi mozzafiato. Eccone alcuni.
Grande Migrazione (Kenya – Tanzania) | Luglio – Ottobre
Come più volte anticipato, la Grande Migrazione segue un ciclo annuale prevedibile. Tra luglio e settembre, migliaia di gnu attraversano il fiume Mara, tra il Serengeti e il Masai Mara: scene spettacolari con enormi mandrie in movimento, coccodrilli in agguato e predatori che pattugliano le sponde.

Parto degli Gnu (Tanzania) | Gennaio – Marzo
Nel sud del Serengeti, tra le aree di Ndutu e Ngorongoro, nascono in poche settimane circa 400.000 cuccioli di gnu. I predatori seguono i branchi e le scene di caccia si moltiplicano, offrendo opportunità ideali per la fotografia comportamentale e per catturare momenti intimi tra madre e piccolo. Prepararsi al ciclo della vita e a possibili scene forti.
Nidificazione degli Uccelli (Diverse Località) | Novembre – Febbraio
Per gli amanti della fotografia di uccelli, questo è uno dei migliori periodi. Molti uccelli migratori europei infatti svernano nell’Africa orientale. I fenicotteri rosa colorano i laghi alcalini di Nakuru e Natron, creando distese dal colore rosa.
Consigli sulla scelta della guida Safari
Quando pianifichi un safari fotografico, la scelta della guida è fondamentale quanto la tua attrezzatura. Una guida esperta non solo conosce i comportamenti degli animali e i migliori orari per avvistarli secondo le varie zone, ma sa anche posizionarti in sicurezza nei punti più favorevoli per scattare.
Quando scegli una guida per il tuo safari fotografico quindi, non fermarti solo al prezzo: leggi con attenzione le recensioni e cerca di capire come è strutturata la compagnia. Informati su quante jeep hanno a disposizione (serve un equilibrio tra qualità e quantità), da quanto tempo operano sul territorio e quanta esperienza vantano nel settore.
Un altro aspetto importante è l’approccio etico: privilegia chi rispetta gli animali e l’ambiente e non solo gli interessi dei turisti.
Un ulteriore consiglio è valutare la possibilità di prenotare direttamente dall’Italia con una compagnia locale in Tanzania, Kenya, Sudafrica o in altre destinazioni. In questo modo puoi ridurre i costi legati alle commissioni delle agenzie di viaggio intermediarie, pur mantenendo la sicurezza e l’organizzazione di un servizio professionale sul posto.
Questa scelta ti permette anche di instaurare un contatto più diretto con chi gestirà realmente la tua esperienza sul campo.
Differenze tra auto utilizzate nei Safari
Le auto fuoristrada utilizzate per i safari in Tanzania e in Kenya sono piuttosto diverse da quelle impiegate nei game drive del Sudafrica.
Nei primi due Paesi si utilizzano veicoli chiusi con tetto apribile a fisarmonica, ideali per affrontare lunghi spostamenti tra un parco e l’altro e per offrire una buona protezione da polvere e intemperie.
Ad esempio in Sudafrica, invece, i veicoli dei lodge e dei safari privati sono completamente aperti, spesso dotati di un sedile aggiuntivo sul cofano anteriore, occupato da una seconda guida incaricata di seguire e segnalare le tracce degli animali.
Viaggio in aereo
Nel viaggio in aereo, porta l’attrezzatura fotografica nel bagaglio a mano, utilizzando uno zaino fotografico conforme alle misure consentite dalle compagnie. Con lo zaino da 30 litri come l’Adventury della Gitzo non ho mai avuto problemi di imbarco in cabina. Anche il Tilopa da 40L della F-Stop con la ICUs L dovrebbe poter essere imbarcato. Al limite in entrambi è possibile rimuovere il sistema modulare interno e portarlo in cabina dato che occupa molto meno spazio.
Abbigliamento per safari
Un altro suggerimento è quello di non trascurare l’abbigliamento tecnico. Punta su indumenti traspiranti ma coprenti e anche se viaggi in estate sono meglio gli idnumenti a manica lunga come camicie leggere. Vestiti a strati, in colori neutri. Ricorda anche un cappello per proteggerti dalla polvere, occhiali da sole comodi con il cordino mentre scatti e scarpe da trekking.
Preparazione dell’attrezzatura e degli accessori
Prepara la tua attrezzatura con largo anticipo. Pulisci sensori e obiettivi, verifica l’usura delle schede di memoria e aggiorna il firmware della fotocamera. Inserisci ogni elemento in sacchetti anti-umidità o dry bag: le escursioni termiche e la polvere possono essere letali per l’elettronica.
Porta con te uno o più adattatori elettrici universali con una ciabatta multipresa con più prese (ideale quelle anche con la USB incorporata) per ricaricare contemporaneamente più dispositivi direttamente in camera. Le prese nelle camere o nelle tende dei lodge sono ridotti e in alcuni casi potrebbe essere richiesto di caricare le batterie nei luoghi comuni.
Porta con te anche un piccolo kit di pronto soccorso e un kit base di con coltellino svizzero, mastice e nastro americano. Nella mia esperienza nel bel mezzo del Ngorongoro il nastro americano ha salvato il vetro del lunotto posteriore della jeep dopo aver preso diverse buche. La guida era molto contenta di questo aiuto!
Repellenti antizanzare e insetti
Se viaggi in diverse zone dell’Africa durante l’estate il rischio di incappare in zanzare portatrici di malattie è più ridotto ma é fondamentale informarsi prima con il proprio medico e sul sito “viaggiare sicuri” per capire come comportarsi anche per eventuali vaccini obbligatori.
A prescindere dall’eventuale scelta di profilassi antimalarica da fare porta con te:
- repellente anti insetti come Jungle Formula Spray Molto Forte (4) o il roll da spargersi in tutte le zone scoperte durante il giorno
- il Clean kill o Biokill a base di pireto da spruzzare sui tessuti. Attenzione che questi e altri prodotti di questo tipo possono essere nocivi per gli animali domestici e soprattutto per i gatti!
Conclusione
Un safari fotografico ben riuscito non dipende solo dall’attrezzatura, ma dalla preparazione, dallo studio e dalla capacità di osservare. Ogni incontro con la fauna è unico e irripetibile: per questo serve tecnica, ma anche consapevolezza.
Se hai già vissuto un’esperienza simile, raccontala nei commenti condividendo anche tu i tuoi consigli per un safari fotografico di successo.
Se stai per partire invece, preparati a vivere un viaggio che lascerà il segno!
Domande frequenti
Il prezzo di un safari fotografico varia molto in base alla destinazione, al costo di ingresso ai Parchi (in Tanzania tutti i Parchi sono a pagamento) alla durata e al livello di comfort. In Africa, i prezzi partono da circa 200-300 euro al giorno per opzioni economiche, ma possono superare i 600 euro al giorno compresi di vitto e alloggio. Spese extra possono includere voli interni, guide private, mancia all’autista/guida e attrezzatura fotografiche per quelli dedicati proprio a questo fine. Spesso nei lodge le bevande extra non sono comprese.
Una reflex o mirrorless tropicalizzata con un teleobiettivo da almeno 400mm. L’importante è conoscerla bene e usarla in modo rapido.
Un teleobiettivo di almeno 400mm è essenziale. Ottimi i 100-400mm, 150-600mm o i fissi luminosi se il budget lo permette. Il peso non è un problema dato che il 90% del tempo viene trascorso sul fuoristrada.
Si, assolutamente. Se non sei appassionato e non vuoi noleggiare una macchina fotografica per il safari e vuoi goderti solamente l’esperienza senza necessità di scattare puoi portare con te un binocolo ed eventualmente un cellulare. Alcuni modelli di cellulari di fascia alta hanno caratteristiche fotografiche che possono sostituire le vecchie compatte e alcuni hanno zoom davvero potenti per poter scattare video e foto a distanza. La qualità del file non sarà mai ai livelli di una macchina fotografica (sensore più grande, gamma dinamica ecc) ma potrai comunque stampare tranquillamente le tue fotografie.


