avvistamento balene husavik

Avvistamento balene Husavik: racconto fotografico con i giganti gentili in Islanda

Sveglia alle 5:30. Fuori dalla finestra dell’appartamento, il cielo islandese non promette nulla di buono: nuvoloni grigi e vento. Il primo pensiero è pratico: “Speriamo che non annullino l’uscita”. È il rischio del whale watching – la natura decide lei i tempi, noi ci adattiamo. E l’Islanda ad agosto è notoriamente piovosa.

Ci prepariamo velocemente e partiamo verso il porto di Husavík per una giornata di avvistamento alle balene. L’emozione c’è, ma è quella di chi ha pianificato tutto nei minimi dettagli e ora deve solo sperare di vedere tutto quello che ha pianificato realizzarsi.

Se stai pianificando anche tu la tua esperienza, ho scritto un articolo dedicato al whale watching in Islanda.

Perchè scegliere un tour per le balene a Husavik?

Husavík non è una destinazione casuale. Questo piccolo villaggio nel nord dell’Islanda è considerato la capitale del whale watching europeo per motivi precisi. A differenza di Akureyri, che si trova più all’interno dell’Eyjafjörður, Husavík si affaccia direttamente sulla baia di Skjálfandi, più esposta all’oceano e quindi ricca di nutrient. Risultato? Maggiore concentrazione di cetacei.

Mesi prima avevo dovuto scegliere tra gommone RIB e nave tradizionale in legno. Il gommone è veloce e porta più vicino all’acqua, ma è instabile e lascia poco spazio all’attrezzatura. La nave in legno è più stabile, offre una visuale dall’alto e più spazio, ma mantiene distanze maggiori.

Essendo la mia prima esperienza fotografica con le balene, ho optato per la prudenza: nave tradizionale con la compagnia Gentle Giant di Husavik.

Vedere le balene a Husavik

Controllo finale prima di imbarcarsi di tutta l’attrezzatura: mirrorless, teleobiettivo 150-600mm, tutto protetto da custodie impermeabili. Sulla nave ho spazio sufficiente per sistemare l’attrezzatura in sicurezza. La posizione elevata mi darà una prospettiva interessante sui cetacei.

Siamo al largo da circa quaranta minuti quando ad un tratto il capitano riduce la velocità e indica un punto all’orizzonte e chiama “Whale”.

All’inizio non vedo nulla. Solo oceano. Poi, improvvisamente, un soffio.

Per un attimo mi fermo. Sollevo la fotocamera, controllo l’autofocus continuo in modalità animali e aspetto. L’animale si inabissa facendo vedere la pinna caudale.

vedere balene husavik

L’incontro con le megattere

Nei sessanta minuti successivi avvistiamo tre esemplari. La prima megattera emerge a circa cinquanta metri dalla nave. Quindici metri di lunghezza che si solleva a filo acqua con movimenti fluidi. La visuale dall’alto permette di catturare l’intera sequenza. La seconda è più piccola, probabilmente un giovane esemplare. Dalla posizione stabile della nave riesco a seguire i suoi movimenti senza problemi.

La terza regala il momento più fotogenico: scompare sott’acqua per alcuni minuti, poi riappare a trenta metri dalla nave. La coda si solleva lentamente, creando la classica composizione del “fluking”: la sua coda maestosa si solleva lenta verso il cielo, gocce d’acqua che cadono come perle, e per un attimo grazie al silenzio, sembriamo essere gli unici esseri viventi nella baia.

Al ritorno verso il porto di Husavík, controllo gli scatti: oltre cento foto. Come sempre, quelle valide sono una decina. È un rapporto normale per questo tipo di fotografia, considerando le prestazioni elevate della mia fotocamera in modalità raffica e l’uso dell’otturatore elettronico silenzioso.

Le balene di Husavík mi hanno insegnato che la fotografia naturalistica non è solo questione di attrezzature costose o impostazioni perfette. È questione di connessione. Con la natura, con l’animale, con quel momento irripetibile in cui tutto si allinea perfettamente.

Durante le uscite, in quei momenti non bisogna dimenticare che siamo ospiti nel mondo di questi giganti. Ma un fotografo naturalista ha una responsabilità che va oltre la bella foto.

Niente richieste di avvicinamento eccessivo al capitano: gli animali devono sentirsi liberi di muoversi. Niente comportamenti che possano alterare le loro abitudini naturali.

Valutazione dell’esperienza a Husavik

Husavík conferma la sua reputazione di destinazione affidabile per il whale watching. La combinazione di acque ricche di nutrienti, compagnie esperte e condizioni meteorologiche generalmente favorevoli ne fanno una scelta logica per chi vuole fotografare i cetacei.

La nave tradizionale si è rivelata la scelta giusta per un primo approccio: stabilità, spazio e sicurezza hanno permesso di concentrarsi sulla fotografia senza preoccupazioni logistiche.

E voi? Avete mai vissuto un momento in cui la macchina fotografica è diventata solo un mezzo per catturare l’emozione pura? Raccontatemi la vostra avventura più emozionante con la natura!

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