L’Islanda, con i suoi paesaggi lunari e la sua natura selvaggia, è una meta ambita da ogni fotografo. Nell’agosto del 2022, il sogno mio e del mio compagno di immortalare la sua bellezza primordiale si è trasformato in un’avventura epica, quando l’eruzione del vulcano Fagradalsfjall ha infiammato i nostri cuori e le nostre lenti.

La partenza del nostro viaggio fotografico in Islanda
Pochi giorni prima della nostra partenza, la notizia dell’eruzione ci ha colti di sorpresa. L’emozione di poter catturare un evento naturale di tale potenza era indescrivibile e speravamo di poterla immortalare al nostro arrivo. Il nostro viaggio era già infatti pianificato e questo evento era una fuori programma che speravamo di poter immortale.
Il primo dubbio riguardò l’inserimento dell’escursione al vulcano nel nostro itinerario, le opzioni erano due: appena atterrati all’aeroporto o prima di ripartire per casa. Nonostante le tempiste molto strette abbiamo deciso di non rischiare e inserire questa tappa subito dopo il nostro arrivo in Islanda.
Lo ammettiamo, eravamo già stanchi in partenza, il volo infatti ci aveva richiesto una sveglia notturna, permettendoci solo un paio di ore di sonno. Ad ogni modo una volta ritirata l’auto a noleggio ci siamo fiondati verso il vulcano.
Non avevamo trovato molte informazioni online inerenti all’eruzione quindi ci facemmo bastare quella del parcheggio da cui doveva partire il sentiero verso il vulcano. Eravamo carichi di attrezzatura fotografica, treppiedi e obiettivi, non un viaggio leggero insomma.
La salita al vulcano
Il sentiero si rivelò più impegnativo del previsto, dopo un’ora di cammino su un terreno accidentato, tra pioggia, vento e sbalzi di temperatura ancora non eravamo certi di essere nel posto giusto. La stanchezza iniziava a farsi sentire, cosi decidemmo di chiedere informazioni ai turisti che pocedevano nella direzione opposta alla nostra, pensando che fossero di ritorno. Le loro parole, “Manca solo un’altra ora e poi vedrete che spettacolo”, sono state come un mantra, un incoraggiamento a non mollare.
La Ricompensa: Uno Spettacolo Vulcanico Indimenticabile
Proseguimmo per un’altra ora e finalmente poi, all’improvviso, lo spettacolo si è aperto davanti ai nostri occhi: l’eruzione del Fagradalsfjall in tutta la sua maestosità. Un’esplosione di pura energia, una sinfonia di colori e forme che danzavano davanti a noi. La lava incandescente, come un fiume di fuoco liquido, sgorgava dal cratere con una potenza primordiale, zampillando verso l’alto in fontane di luce e fumo. Ogni getto era un’opera d’arte effimera, un’esplosione di rosso, arancione e giallo che si fondevano in un abbraccio di calore e luce.

Il calore ci avvolgeva, nonostante la distanza, una sensazione tangibile della forza primordiale della natura. Potevamo sentire il respiro rovente del vulcano, il suo ruggito sordo che riverberava nella valle. Eravamo estasiati, come se fossimo stati catapultati in un dipinto vivente, un paesaggio surreale dove il tempo si era fermato. Ogni secondo era un’emozione intensa, un’esperienza che ci ha fatto sentire piccoli e allo stesso tempo parte di qualcosa di immensamente grande.
Le nostre macchine fotografiche scattavano cercando di catturare l’essenza di quel momento magico. Ogni scatto era un tentativo di imprigionare l’indomabile bellezza del vulcano, di portare a casa un frammento di quella meraviglia. Ma sapevamo che nessuna immagine avrebbe mai potuto rendere giustizia alla realtà, all’emozione di essere lì, testimoni di un evento così potente e primordiale.



