Qualche anno fa ho avuto l’opportunità unica di fotografare il deserto del Sahara a sud del Marocco in una delle sue aree più remote. In questo articolo ti guiderò attraverso un racconto fotografico basato sulla mia esperienza diretta nella zona di Erg Chigaga, condividendo momenti, luoghi e tecniche che hanno reso questo viaggio indimenticabile.
Racconto fotografico nel deserto del Sahara alle porte di M’Hamid El Ghizlane
Per un fotografo naturalista o paesaggista, il deserto del Marocco, in particolare quello di M’Hamid El Ghizlane dopo Zagora, così come la più nota Merzouga, è un’autentica palestra sensoriale e tecnica. Qui, tra dromedari, tende berbere, sabbia, dune rocce e giochi di luce, il viaggio nel deserto diventa un’esperienza rigenerante, in un paesaggio a noi poco comune, dove regnano solo vento, sole e sabbia.
La prima volta che ho messo piede su una duna del Sahara, durante il mio viaggio fotografico in Marocco, ho capito che non stavo solo ammirando un panorama: stavo attraversando una soglia verso un mondo completamente diverso.
M’Hamid El Ghizlane, alle porte del Sahara Marocchino e a pochi chilometri dal confine con l’Algeria, regala spazi infiniti, silenzi assoluti e colori che mutano di ora in ora. Il primo impatto è proprio il silenzio, profondo e avvolgente, rotto solo dal soffio del vento sulla sabbia.
Abbiamo trascorso un’intera giornata immersi in questo ambiente straordinario chiamato Erg Chigaga (Erg tradotto significa “deserto di sabbia”). Dopo aver lasciato il Riad, il fuoristrada ha iniziato a sobbalzare su piste sempre meno definite, mentre il paesaggio mutava di continuo: dune basse, hammada (deserto roccioso) e oasi improvvise.
Raggiunto il cuore del deserto con la nostra guida, ci ha accolto una sensazione unica: pace assoluta, silenzio totale, il “nulla” più puro che avessi mai percepito, come se il mondo intero trattenesse il respiro.
Leggi questo articolo su come fotografare i paesaggi.
Fotografare il deserto del Sahara Marocchino
Dal punto di vista fotografico, ogni ora offre condizioni diverse: la luce dura del giorno è difficile da gestire, ma perfetta per silhouette e controluce forti; l’oro dell’alba e il rosso del tramonto avvolgono le dune in un’atmosfera irreale.
Durante la notte, il cielo si spalanca come un atlante di stelle. La totale assenza di inquinamento luminoso rende possibile la fotografia notturna anche con attrezzature non professionali e l’astrofotografia.

La fotografia nel deserto: luce, paesaggio, soggetti
Fotografare nel deserto del Sahara in Marocco significa imparare a scattare con un approccio minimale e imparare una nuova grammatica della luce.
Il mio primo impatto con il deserto è stato durante la mattina, siamo arrivati alle dune quando il sole era ormai alto e spietato. Nonostante la magia e la serenità del posto, sicuramente la resa fotografica è stata meno magica: il sole molto forte ha un po’ appiattito gli scatti, che non restituivano nemmeno un centesimo della magia che avevo davanti agli occhi.
Nel deserto il vero soggetto è proprio la luce sul paesaggio. Le curve delle dune e i contrasti tra roccia e sabbia sono elementi grafici che diventano potenti solo se ben composti.
Attenzione anche alle tracce: impronte nella sabbia di uomini, animali o veicoli possono trasformare uno scatto anonimo in una narrazione.
La sera durante il tramonto, il paesaggio ha avuto un impatto totalmente differente, quando il sole ha iniziato a scendere verso l’orizzonte, è iniziato lo spettacolo.

Le dune si sono trasformate in onde di velluto arancione, ogni cresta illuminata come una lama dorata, ogni valle avvolta in ombre profonde color indaco. Ho scattato fino a quando la batteria si è scaricata a fine giornata, ma sapevo che nessuna fotografia avrebbe mai catturato completamente quel momento di pura magia.
Quale attrezzatura fotografica portare nel deserto del Sahara?
Viaggiare leggeri è essenziale. Il caldo, la sabbia e la distanza dai centri abitati rendono tutto più faticoso. La scelta dell’attrezzatura fotografica nel deserto deve bilanciare qualità e praticità.
Ecco cosa non dovrebbe mancare nel tuo zaino:
- Obiettivo tuttofare (es. 24-105mm) per paesaggio, ritratti ambientati e reportage.
- Teleobiettivo (300mm o più) se si vuole catturare dettagli lontani ma in questo caso non è per nulla fondamentale.
- Obiettivo grandangolo per immortalare l’immensità delle dune.
- Filtro polarizzatore per tagliare i riflessi e intensificare i cieli.
- Treppiede leggero, soprattutto per scatti all’alba, al tramonto o notturni.
- Panno in microfibra e sacchetti copri macchina e obiettivo per proteggere l’attrezzatura dalla sabbia. La sabbia è molto fine e rischia di posarsi all’interno dell’obiettivo se questo è poco tropicalizzato.

Nel deserto fa molto caldo, quindi ricordati di avere acqua sufficiente con te e di avere un berretto. Io ho voluto aggiungere un tocco locale ma nettamente più funzionare rispetto a un cappello, acquistando prima di addentrarmi nelle dune un “tagelmust” ovvero un turbante locale utilizzato tipicamente dalla popolazioni berbere. Per me è stato molto divertente capire come indossarlo correttamente (grazie alla mia guida che mi aiutata in questo) e anche lo stesso acquisto in un piccolo negozio locale è stata un’esperienza divertente e unica.
Quando andare nel deserto? E quali orari scegliere per scattare
Il momento ideale per un viaggio fotografico nel deserto del Sahara in Marocco è generalmente tra ottobre e aprile, quando le temperature sono più miti e le escursioni più piacevoli. L’estate può essere proibitiva, con picchi sopra i 45°C.
In ogni stagione, gli orari da privilegiare sono:
- Alba: luce morbida e atmosfera rarefatta.
- Tramonto: le ombre si allungano e la sabbia si colora di arancio intenso.
- Notte: per chi ama l’astrofotografia, una via lattea visibile a occhio nudo è uno spettacolo da non perdere.

L’importanza dell’etica: persone e paesaggi
Il deserto è anche terra di uomini. Le popolazioni nomadi e berbere vivono ancora oggi in condizioni difficili ma dignitose. Fotografare queste persone richiede rispetto, discrezione e sempre il consenso esplicito.
Evita scatti rubati o sensazionalistici. Meglio instaurare un dialogo, magari tramite la guida locale, e chiedere se è possibile fare qualche ritratto. In molti casi la risposta sarà sì e otterrai non solo una fotografia, ma un incontro umano.
Conclusioni
Se il mio racconto vi ha fatto venire voglia di partire con la fotocamera al collo, sappiate che il deserto non perdona l’improvvisazione. Il deserto del Marocco è un set a cielo aperto, ma anche una scuola di fotografia e consapevolezza.
Non tutto sarà facile: la luce dura, la polvere, la fatica. Ma ogni scatto sarà il risultato di una conquista. Fotografare qui è esercizio di essenzialità e bellezza, tecnica e pazienza. Ma soprattutto, ricordatevi che la fotografia è solo un pretesto.
Il vero viaggio nel deserto del Sahara è quello che farete dentro voi stessi, nel silenzio che vi costringerà ad ascoltare la vostra voce interiore, negli spazi infiniti che vi faranno sentire parte di qualcosa di più grande.
Domande frequenti
In Marocco, il deserto del Sahara si estende soprattutto nella parte sud-orientale del Paese, vicino al confine con l’Algeria. Le zone più famose sono Erg Chebbi, vicino a Merzouga (più turistica), ed Erg Chigaga, nei pressi di M’Hamid El Ghizlane, entrambe caratterizzate da spettacolari dune dorate e tipiche di questo paesaggio. Ottime occasioni per fotografare il deserto del Sahara nelle sue “forme” più iconiche.
Il periodo migliore per visitare il deserto in Marocco è tra ottobre e aprile, quando le temperature sono più miti. Di solito di giorno il sole regala ore di caldo senza essere opprimente e di notte fa anche fresco. In questi mesi il paesaggio mantiene tutto il suo fascino, senza gli estremi di caldo estivo che possono rendere l’esperienza faticosa.

