filtri fotografici per fotografia di paesaggio

Filtri fotografici nella fotografia di paesaggio: quali comprare e come usarli

I filtri fotografici sono tra gli accessori più conosciuti nel mondo della fotografia di paesaggio. Per alcuni sono indispensabili, per altri superflui nell’era del digitale e della post-produzione. Secondo me la verità, come spesso accade, sta nel mezzo, soprattutto in determinati utilizzi.

Per quella che è la mia esperienza con la fotografia paesaggistica, dove la luce non si può controllare e la scena va interpretata sul momento, i filtri fotografici possono fare una grande differenza. Non servono per “aggiustare” una foto mediocre, ma per gestire correttamente situazioni di luce complessa, riflessi, forti contrasti o tempi di esposizione creativi.

Personalmente li ho trovati fondamentali durante i miei viaggi fotografici all’estero, perché spesso mi trovo a conciliare la fotografica con la scoperta del territorio in cui viaggio, quindi non sempre capito in una location con la luce migliore, tipo alba e tramonto, ma anzi spesso gli spostamenti e il passaggio in alcune location capita a metà giornata. I filtri in questo caso mi hanno aiutato a dare un taglio differente allo scatto.

Capire come funzionano i filtri fotografici e quando usarli consapevolmente è fondamentale per migliorare la qualità degli scatti direttamente in fase di ripresa.

Cosa sono i filtri fotografici e come funzionano

Un filtro fotografico è un elemento ottico, generalmente in vetro, che si applica davanti alla lente dell’obiettivo. Il suo compito è modificare la luce che entra nella fotocamera prima che colpisca il sensore. Questo significa intervenire sull’immagine a monte, in modo fisico, e non tramite software.

Ogni filtro agisce in modo diverso: alcuni riducono la quantità di luce, altri eliminano riflessi indesiderati, altri ancora riequilibrano il contrasto tra cielo e terra. Dal punto di vista tecnico, un filtro introduce sempre una superficie aggiuntiva davanti all’obiettivo, motivo per cui la qualità del materiale è fondamentale per non perdere nitidezza, contrasto o fedeltà cromatica.

filtri fotografici per fotografia di paesaggio

I filtri possono essere:

  • a vite, con diametro specifico per ogni obiettivo;
  • a lastra, utilizzati tramite portafiltri, più comuni nella fotografia di paesaggio.
  • magnetici, molto comodi e leggeri introdotti sul mercato da poco tempo

Quali filtri fotografici comprare?

Oggi il mercato dei filtri fotografici offre una varietà molto ampia di soluzioni, pensate per rispondere a esigenze diverse e a stili fotografici specifici.

Dai filtri più semplici ed economici a quelli professionali progettati per un utilizzo intensivo sul campo, orientarsi non è sempre immediato, soprattutto per chi si avvicina per la prima volta a questo tipo di accessorio.

La prima cosa che devi sapere è che ogni filtro ha una funzione precisa e una resa differente, influenzata non solo dalla tipologia, ma anche dalla qualità costruttiva, dai materiali utilizzati e dal sistema di montaggio.

Conoscere le principali categorie di filtri fotografici disponibili sul mercato è quindi fondamentale per fare una scelta consapevole, evitando acquisti inutili e selezionando solo ciò che può davvero fare la differenza nelle proprie fotografie naturalistiche e di paesaggio.

Filtro UV e skylight

Il filtro UV è probabilmente il più comune tra i fotografi. Originariamente progettato per bloccare i raggi ultravioletti che potevano causare dominanti bluastre nelle pellicole, oggi viene utilizzato principalmente come protezione fisica per la lente frontale dell’obiettivo.

Economico e trasparente, protegge da graffi, polvere e impronte digitali e se di qualità non altera significativamente la qualità dell’immagine.

Molti fotografi professionisti sono favorevoli al loro utilizzo perché proteggono la lente frontale; altri, invece, suggeriscono di affidarsi a un buon paraluce, capace di proteggere l’ottica da urti accidentali senza compromettere la qualità dell’immagine.

Io personalmente lo reputo un buon alleato, soprattutto per proteggere le mie ottiche, in situazioni particolari, come sulle spiagge islandesi o nel deserto del Sahara in presenza di forte vento, è infatti stato un’ulteriore misura di sicurezza per evitare graffi accidentali causati dalla sabbia.

Un altro contesto in cui ne ho apprezzato l’utilità è durante le camminate sui sentieri, quando ho la macchina fotografica al collo o in mano. Non è raro urtare l’obiettivo contro rami e cespugli e, in queste situazioni, una protezione di questo tipo ha più volte evitato danni alla lente frontale.

Filtro polarizzatore: il più usato per la fotografia di paesaggio

Il filtro polarizzatore è uno strumento indispensabile per la fotografia di paesaggio. Questo filtro elimina i riflessi dalle superfici come l’acqua, intensifica i colori del cielo rendendolo più blu e aumenta il contrasto generale dell’immagine.

Nella paesaggistica il polarizzatore è estremamente utile perché permette di saturare i colori in modo naturale, rendendo il verde della vegetazione più profondo e il cielo più intenso. Agendo sulla luce riflessa, aumenta anche la percezione di contrasto e tridimensionalità.

Dal punto di vista tecnico, il polarizzatore funziona ruotando: ruotando l’anello frontale si controlla l’intensità dell’effetto. La sua efficacia varia in base all’angolazione rispetto alla fonte di luce, raggiungendo il massimo effetto con il sole posizionato a 90 gradi rispetto alla direzione di scatto.

Va però usato con attenzione, perché assorbe alcuni stop di luce, costringendo ad allungare i tempi o aumentare gli ISO.

Filtri ND: controllo della luce e tempi lunghi

I filtri ND (Neutral Density) sono filtri a densità neutra che riducono la quantità di luce che entra nell’obiettivo senza alterare i colori. Sono fondamentali quando si vuole utilizzare un tempo di esposizione lungo in condizioni di luce intensa. In fotografia di paesaggio vengono usati per:

  • creare l’effetto seta sull’acqua di fiumi e cascate;
  • rendere il mare morbido e uniforme;
  • enfatizzare il movimento delle nuvole.
lofoten, occhio del drago con filtro polarizzatore
L’utilizzo del filtro polarizzatore ha permesso di rendere visibili i buchi degli scogli presenti sotto le pozzanghere d’acqua presenti nel primo piano dell’immagine. Il filtro ND ha permesso di allungare i tempi di esposizione donando alla fotografia il tipico effetto seta sull’acqua, che in alcuni contesti rimane ancora particolare e caratteristico.

Dal punto di vista tecnico, i filtri ND sono classificati in base alla loro densità, espressa in stop o con valori ND (ND8, ND64, ND1000 ecc.). Più alto è il valore, maggiore è la riduzione della luce.

Per scoprire la corretta esposizione esistono APP dedicate come quella di NISI che ti consente di calcolare i tempi corretti.

app filtri fotografici esposizione
L’immagine mostra il calcolatore del tempo di esposizione integrato nell’app NiSi. Inserendo l’intensità dei filtri, il tempo di scatto base (senza ND) e l’eventuale compensazione dell’esposizione, l’applicazione determina automaticamente il tempo di posa corretto.

Nella fotografia naturalistica pura, con animali selvatici, i filtri ND sono poco utilizzati, perché costringono a tempi lenti incompatibili con soggetti in movimento.

Filtri graduati ND: equilibrio tra cielo e terra

I filtri graduati ND sono progettati per gestire situazioni di forte contrasto tra una parte dell’immagine e l’altra, tipicamente tra cielo luminoso e terreno più scuro. La parte superiore del filtro è scura, mentre quella inferiore è trasparente, con una transizione più o meno morbida.

Sono filtri molto usati nella fotografia di paesaggio perché permettono di esporre correttamente l’intera scena in un singolo scatto, evitando cieli bruciati o sfondi troppo scuri. Esistono filtri graduati a transizione morbida (soft) e a transizione netta (hard), da scegliere in base alla linea dell’orizzonte.

Con l’avvento dell’HDR e della post-produzione avanzata, molti fotografi li usano meno, ma sul campo restano strumenti validi, soprattutto quando si vuole ottenere un file già equilibrato senza interventi invasivi in editing.

Il loro utilizzo è tipico in scene con l’orizzonte ben definito come nei paesaggi marini (cielo – orizzonte – mare)

ghiacciaio islanda, con filtro graduato ND su cielo
In questo scatto ho utilizzato un filtro graduato ND per dare maggior contrato alle nuvole nel cielo. La luce di metà giornata infatti none era l’ideale per esaltare al massimo i dettagli ma con il filtro la resa è stata nettamente migliore.

Filtri per Effetti Creativi

Esistono numerosi filtri per effetti speciali come i filtri starburst che trasformano le fonti di luce puntiformi in stelle, i filtri soft focus per ritratti più sognanti, o i filtri colorati per creare atmosfere particolari.

Sebbene molti di questi effetti possano essere replicati digitalmente, alcuni fotografi preferiscono ancora l’approccio analogico per la sua unicità.

Personalmente non li ho mai utilizzati, ma mi sembrava corretto riportali per darvi una overview coerente di cosa offre il mercato.

Tabella di confronto dei filtri per obiettivi fotografici

CaratteristicaFiltro NDPolarizzatoreFiltro UV
Funzione principaleRiduce la quantità di luce che entra nell’obiettivoElimina riflessi e aumenta saturazione coloriBlocca raggi UV (funzione dibattuta nelle digitali)
Effetto sulla fotoPermette tempi più lunghi o aperture maggioriCielo più blu, riduce riflessi su acqua/vetroProtezione frontale, minimo effetto su immagine
Quando usarloLunga esposizione, cascate, foto di giorno con diaframma apertoPaesaggi, acqua, riduzione riflessiSempre montato come protezione

Quando usare davvero i filtri fotografici

Personalmente credo che i filtri fotografici non siano sempre necessari. Vanno usati quando risolvono un problema reale o permettono di ottenere un risultato che non sarebbe possibile in altro modo.

Sono utili quando:

  • la luce è dura e ricca di riflessi
  • in situazione di forte contrasto
  • si vogliono tempi lunghi creativi
  • si desidera un controllo preciso dell’immagine già in fase di scatto.

Sono superflui quando:

  • la scena è già ben bilanciata;
  • si lavora in luce molto scarsa;
  • il soggetto è veloce e imprevedibile (esempio animali)

Come scegliere il filtro fotografico giusto?

Scegliere il filtro fotografico giusto non significa acquistare il prodotto più costoso o quello più pubblicizzato, ma capire quali siano le reali esigenze fotografiche sul campo

Prima di investire in un filtro è quindi importante valutare quando e come verrà utilizzato, tenendo conto dell’attrezzatura in uso, dello stile personale e delle situazioni reali che si affrontano durante le uscite fotografiche.

Una delle caratteristiche da considerare è sicuramente la trasportabilità e la comodità d’uso. I filtri a piastra sono generalmente più pesanti e vengono utilizzati soprattutto dai fotografi paesaggisti che si dedicano in modo specifico a questo genere.

I filtri circolari, invece, sono più leggeri e facilmente riponibili nello zaino, anche durante le passeggiate in montagna in cui l’obiettivo principale non è la fotografia, ma si apprezza comunque la possibilità di averli con sé.

filtri fotografici a vite

Qualità dei filtri e impatto sull’immagine

La qualità costruttiva di un filtro è fondamentale. Un filtro economico di scarsa qualità può introdurre aberrazioni cromatiche, ridurre la nitidezza e creare riflessi indesiderati nell’immagine.

È consigliabile investire in filtri di marche riconosciute che utilizzano vetro ottico multi-trattato per minimizzare i riflessi e garantire la massima trasparenza.

I problemi più comuni con filtri di bassa qualità sono:

  • perdita di nitidezza;
  • dominanti cromatiche indesiderate;
  • flare e riflessi interni;
  • riduzione del contrasto.

Nella fotografia di paesaggio anche una minima perdita di qualità può essere evidente. Meglio pochi filtri ma di buona qualità, piuttosto che un set completo inutilizzabile sul campo.

Di base acquistare filtri fotografici professionali fin da subito ti permetterà di evitare di avere dominanti nelle foto e sari soddisfatto fin da subito del risultato delle tue immagini.

Sistema di montaggio

I filtri a vite circolari si avvitano direttamente sul filetto frontale dell’obiettivo e sono pratici per filtri che si utilizzano frequentemente come UV e polarizzatori.

I sistemi a lastra con holder consentono invece di utilizzare filtri quadrati o rettangolari, particolarmente utili per gli ND graduati che necessitano di essere posizionati con precisione nella composizione. In aggiunta possono essere utilizzati con un holder su lenti con diametri diversi.

filtri fotografici a lastra paesaggi
Alcuni filtri a lastra ancora incartati con l’holder sullo sfondo e al centro il filtro polarizzatore.

I filtri magnetici sono soluzioni uscite in commercio da qualche anno. Sono molto veloci da montare e smontare e rispetto a quelli a lastra sono davvero molto più piccoli e leggeri. Non ho mai scattato con quel tipo di filtro montato ma ho avuto occasione di vederli montati.

Riassumendo:

CaratteristicaFiltri a ViteFiltri a LastraFiltri Magnetici
MontaggioSi avvitano direttamente sul filetto frontale dell’obiettivoSi inseriscono in un portafiltri montato sull’obiettivoSi attaccano magneticamente a un anello adattatore avvitato sull’obiettivo
CompatibilitàServono diverse misure per obiettivi diversi (es. 52mm, 77mm, 82mm)Un set funziona su tutti gli obiettivi con appositi anelli adattatoriUn set funziona su diverse misure o tramite adattatore
Costo inizialePiù economici singolarmentePiù costosi (portafiltri + adattatori + filtri)Medio-alto (anelli magnetici + filtri)
VersatilitàLimitata – un filtro per misuraAlta – stessi filtri per tutti gli obiettiviAlta – stessi filtri per tutti gli obiettivi con anello
IngombroCompatti, facili da trasportarePiù voluminosi, richiedono custodie dedicateMolto compatti, filtri sottili e impilabili
Velocità d’usoMolto rapidi da montare/smontareRichiedono più tempo per setup iniziale e per forza su cavallettoRapidissimi – attacco/stacco istantaneo
Filtri graduatiNon disponibiliIdeali, permettono posizionamento precisoDisponibili, ma posizionamento limitato rispetto a lastra

Compatibilità con i propri obiettivi

È importante, per quelli circolari, verificare il diametro del filetto dell’obiettivo prima dell’acquisto. Per chi possiede obiettivi con diametri diversi, gli anelli adattatori rappresentano una soluzione economica per utilizzare lo stesso filtro su più ottiche.

Attenzione all’utilizzo dei filtri sui grandangoli perché le lenti molto pronunciate non consentono l’utilizzo di questi strumenti. È necessario verificare la compatibilità con la casa produttrice dell’obiettivo specifico.

Come usare i filtri fotografici

L’impilamento di più filtri può causare vignettatura, specialmente con obiettivi grandangolari. Quando possibile, è preferibile limitarsi a uno o due filtri alla volta. Io personalmente al momento mi alterno tra l’utilizzo di filtri a lastra e circolari e non monto mai più di due filtri contemporaneamente, filtro UV + il filtro più adatto alla situazione.

La manutenzione è altrettanto importante: pulire regolarmente i filtri con prodotti specifici per ottica garantisce prestazioni ottimali e previene la formazione di macchie che potrebbero compromettere la qualità dell’immagine.

Conclusione

I filtri fotografici restano strumenti fondamentali nella fotografia di paesaggio, a patto di conoscerli e usarli con consapevolezza. Non sono soluzioni magiche, ma strumenti tecnici che aiutano a interpretare la luce in modo più preciso.

In sintesi:

  • il polarizzatore è il filtro più versatile;
  • i filtri ND servono per il controllo creativo dei tempi;
  • i filtri graduati aiutano a gestire forti contrasti;
  • la qualità del filtro è determinante per il risultato finale.

Imparare a usarli sul campo significa migliorare la fotografia prima ancora della post-produzione.


Domande frequenti sui filtri fotografici

Quali sono i migliori filtri fotografici?

Esistono diversi marchi in commercio che vendono prodotti di qualità. Tra questi si può citare: Hoya, Nisi, Haida

Quando usare i filtri ND?

Questi filtri servono principalmente quando vuoi rallentare i tempi di scatto in condizioni particolarmente luminose. Si usano per dare effetti artistici soprattutto all’acqua, alle nuvole e per ridurre persino la presenza di persone in luoghi molto affollati tramite l’effetto fantasma.

Quando usare un filtro ND 1000?

Il filtro ND 1000 si usa per esposizioni molto lunghe come in pieno giorno (da 30 secondi a diversi minuti), perfetto per creare effetti come il mare completamente liscio o nuvole in movimento.

Il filtro polarizzatore è utile anche nella fotografia wildlife?

Sì, potrebbe essere usato per ridurre riflessi su acqua o aumentare la saturazione dei colori, ma va usato con attenzione perché riduce la luce disponibile. Personalmente non mi è mai capitato di utilizzarlo ad oggi.

I filtri ND rovinano la qualità dell’immagine?

Solo se di bassa qualità. I filtri ND di buona fattura mantengono nitidezza e fedeltà cromatica anche con densità elevate.

Meglio filtri a vite o a lastra?

I filtri a vite sono più pratici e veloci, quelli a lastra offrono maggiore flessibilità nella fotografia di paesaggio, soprattutto con filtri graduati. Oggi alcune aziende hanno creato anche i filtri a calamita che dovrebbero essere molto comodi.

Con il digitale servono ancora i filtri fotografici?

Sì, perché molti effetti, come la riduzione dei riflessi o i tempi lunghi in piena luce, non sono replicabili in post-produzione.

Il polarizzatore funziona sempre sul cielo?

No, è efficace solo con determinate angolazioni rispetto al sole.

Valentina
Valentina

Fotografa naturalistica appassionata di fauna selvatica e paesaggi incontaminati. Racconto il mio rapporto con la natura attraverso escursioni, appostamenti e viaggi fotografici in Italia e all'estero, sempre con un approccio etico e rispettoso.
Fin da bambina affascinata dai documentari naturalistici, ho trasformato quella meraviglia in un modo di vivere il tempo libero: uscire con la macchina fotografica per osservare, aspettare, e lasciarsi sorprendere da ogni incontro ravvicinato con il selvatico.

Articoli: 34
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